Diffidate di chi fa troppi vini

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Qualche tempo fa mi sono trovato a discutere con un noto produttore di Langa sul perchè preferisco chi produce poche tipologie di vino. Mi spiego meglio: mettiamo che io abbia a disposizione 10 ettari vitati, avrò molto probabilmente tre o quattro varietà d’uva piantate su questi, si spera autoctone o per lo meno scelte in base a quelle che danno i migliori risultati nella zona. Questo vuol dire che se non decido di produrre un blend, le vinificherò separatamente per averne tre o quattro vini diversi. Benissimo, direi. Ma come la mettiamo con chi ha 10 varietà d’uva e anzichè tre o quattro vini ne produce 15?
una bollicina non dosata
una bollicina dosata
una bollicina rosè
un bianco in acciaio
un bianco in legno
un rosè (vuoi farti mancare il rosè??)
un rosso solo acciaio
un rosso in barrique
un rosso in botte grande
un rosso superiore riserva speciale affinato mille anni in legno del cretaceo
un bianco dolce
uno spumante dolce
un passito da uve bianche
un passito da uve rosse (lascia fare…)
un vino liquoroso

Io quando mi trovo di fronte a una simile lista di vini dubito delle capacità del produttore e glielo dico. Puoi anche essere un vignaiolo con tanti bravi collaboratori ma nessuno potrà mai convincermi che poni la stessa cura nel fare 15 vini anzichè tre o quattro. Semplicemente per una questione di numeri, di tempo dedicatogli, perchè nonostante tutti i tuoi sforzi la giornata dura per tutti 24 ore e un anno 365 giorni. Mi vien anche da pensare, di fronte a certi cataloghi con decine di pagine per presentare tutta la linea di produzione della cantina, che il produttore non abbia le idee ben chiare su quale direzione seguire. Magari negli anni ha provato a produrre diversi tipi di vino per vedere i risultati, ben venga il mettersi continuamente in gioco, ma manca la fase successiva, quella in cui si decide quali vini sono degni di esser fatti e quali no.
Queste lenzuolate di etichette che vedo spesso in giro sono figlie della mancanza di coraggio nel dirsi che certi vini si fanno solo perchè sono la moda del momento (ad esempio bollicine e rosè) oppure perchè ormai si è acquisita una clientela di affezionati a quel vino, che in realtà è una ciofeca ma piace tanto all’asiatico di turno.
La cura e la capacità di migliorarsi nell’affrontare annualmente la sfida con pochi vitigni/vini è la base per crescere ed affermarsi. Pensateci bene la prossima volta che visitate un produttore e volete acquistare i suoi vini, siete di fronte a un’ottima cantina quando seguono la regola aurea della semplicità: poche etichette – grande cura. Meno di 15 in linea di massima, molto meglio se meno della metà.
Less is more diceva qualcuno tempo fa. E secondo me aveva ragione.

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One thought on “Diffidate di chi fa troppi vini

  • 6 ottobre 2015 at 21:58
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    Allora io OK: ne produco uno solo…… ma con oltre 10 varietà di uve !!!!

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