Siate assetati, siate curiosi!

Siate assetati, siate curiosi!

La maggior parte delle mie visite in cantina sono terminate giustamente con l’assaggio (e l’acquisto) nella sala degustazione, ammesso che esista. Spesso mi è capitato proprio in questi luoghi di vedere che il padrone di casa teneva esposte in bella vista come trofei i vetri che contenevano le migliori bevute della sua vita. E altrettanto spesso mi sono cadute le braccia nel vedere che non aveva la bottiglia di alcun produttore oltre ai suoi vini. Possibile? Nessun vino bevuto degno di ergersi al pari dei suoi capolavori? Ebbene sì, un po’ presuntuoso ma c’è di peggio: ho incontrato produttori che non hanno cultura del vino, a prescindere dall’esporre o meno memorie di grandi bevute in sala degustazione. Produttori che non conoscono nemmeno i fondamentali: inutile parlagli ad esempio dei grandi rossi da Sangiovese, Nebbiolo e Aglianico o dei bianchi da Verdicchio e Fiano. Nulla. Vuoto pneumatico. E mi è successo non solo in zone minori per la viticoltura ma anche nella tanto decantata Langa.
Tutto ciò non vuol affatto dire che questi non possano fare un buon vino, questo vale soprattutto per un mestiere artigianale, tramandato da padre in figlio, ma una minima apertura al mondo d’oggi è fondamentale. Come in ogni forma d’arte ci sono dei capi saldi imprescindibili. Non si può fare un grande vino senza esserne appassionati. Ed essere appassionati di vino, esserne cultori oggi in Italia, è anzitutto essere amanti della diversità. Il nostro orgoglio sono la miriade di piccole produzioni che sopravvivono e permettono di non omologare il gusto del vino. Cose che gran parte del mondo ci invidia.
D’altro canto ho conosciuto per fortuna produttori fortemente appassionati di vino, maniacali in alcuni casi. Stupendo è quando vai da loro e ti fanno anche assaggiare la bottiglia di un altro vignaiolo. Qui capisci che c’è cultura, non si ha paura del confronto e non ci si chiude nel proprio orticello. Qui c’è volontà di crescere, di capire cosa c’è di buono e cosa no nei vini dei colleghi. Volete fare un grande vino? Siate curiosi. Viaggiate per conoscere altri lidi e altre culture e quando siete lì provate i loro prodotti. Perchè è incontrando ciò che non conosciamo che si cresce, perchè nessuno si salva da solo.

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Vinitaly 2015: i 20 produttori (uno per regione) da non perdere

Vinitaly 2015: i 20 produttori (uno per regione) da non perdere

Puntuale come il Natale anche quest’anno arriva a Verona il Vinitaly dal 22 al 25 marzo. Edizione importante la 2015 perchè sarà l’ultima prova generale prima dell’imminente Expo di Milano in cui proprio il padiglione vino è stato affidato alla gestione di Veronafiere. Sfogliando l’elenco degli espositori dal catalogo c’è da perdersi perciò ancora una volta urge una guida, questa volta minimal che più minimal non si può. Dopo l’elenco dei migliori stand fatto lo scorso anno ho scelto un solo produttore imperdibile per ogni regione, compito arduo se non impossibile ma tant’è.
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Valle d’Aosta
Lo Triolet – Introd (AO)
Pad. 12 Stand B3 – C3
Marco Martin produce vini precisi e puliti: Pinot Gris sempre ai massimi livelli, Pinot Noir e Gamay di rara bontà.

Piemonte
Giuseppe Mascarello – Monchiero (CN)
Pad. 10 Stand F3
Quattro varietà a bacca rossa (dolcetto, barbera, freisa, nebbiolo), posizioni eccellenti (leggi Monprivato), vinificazione ultra tradizionale: grandi vini.

Lombardia
Cavalleri – Erbusco (BS)
Il miglior Franciacorta Blanc de Blancs, da agricoltura sostenibile e ad un prezzo accessibile.

Trentino
Ferrari – Ravina (TN)
Pad. 3 Stand C3
La storia della spumantistica italiana: su tutte le produzioni la qualità media è molto alta dalla quale svetta il Giulio Ferrari, il miglior spumante italiano.

Veneto
Bortolomiol – Valdobbiadene (TV)
Pad. 4 Stand C5
La storia del Prosecco, se oggi è un vino di così ampio successo e fama lo si deve anche a questa storica realtà di Valdobbiadene.

Friuli Venezia Giulia
Venica & Venica – Dolegna del Collio (GO)
Pad. 6 Stand C6
Due nomi due campioni: il Ronco delle Mele (Sauvignon) e il Ronco delle Cime (Friulano).

Liguria
Biovio – Bastia d’Albenga (SV)
Pad. 12 Stand A5-D6 28
U Bastiò è un buon Rossese ma il Bon in da Bon è semplicemente il miglior Pigato in circolazione.

Toscana
Le Ragnaie – Montalcino (SI)
Pad. 9 Stand B4-B8
Un solo vitigno, il sangiovese: Chianti Colli Senesi, Rosso e Brunello di Montalcino sono tre ottimi rapporto qualità/prezzo, i Brunello Fornace e Vigna Vecchia sono stellari.

Emilia Romagna
Cantina di Carpi e Sorbara – Carpi (MO)
Pad. 1 Stand D1
Quel rosso tenue, frizzante, profumatissimo che scorre a fiumi e fa sorridere gli avventori dello stand è il Lambrusco di Sorbara, qui ai massimi livelli.

Marche
Bucci – Ostra Vetere (AN)
Pad. 7 Stand C1
Se volete sapere cos’è il Verdicchio chiedete del Classico Superiore. Se volete sapere cos’è uno dei pochi grandi bianchi italiani chiedete del Villa Bucci.

Umbria
Arnaldo Caprai – Montefalco (PG)
Pad. 7 Stand D5
Il 25 anni è uno stupendo Sagrantino, capace di sfidare il tempo, ma la chicca è il Passito di Sagrantino, buonissimo.

Lazio
Damiano Ciolli – Olevano Romano (RO)
Pad. A
Nel Lazio enologico qualcuno va oltre i vitigni internazionali ed i Frascati dozzinali, riscoprendo il Cesanese.

Abruzzo
Emidio Pepe – Torano Nuovo (TE)
Pad. 12 Stand E3/4 – F3/4 – G3/4
Il loro Trebbiano, il Cerasuolo ed il Montepulciano, non necessariamente in questo ordine, sono quanto di meglio possiate trovare nel padiglione abruzzese.

Molise
Di Majo Norante – Campomarino (CB)
Pad. 7 Stand D3
I Di Majo sono forse i produttori più noti del piccolo Molise che seppur tra mille difficoltà non manca di regalare buoni vini: provate la loro Tintilia.

Campania
Villa Diamante – Montefredane (AV)
Pad. A
Se volete bere un Fiano con gli attributi non perdetevelo, poco importa se le commissioni della DOCG lo hanno bocciato.

Basilicata
Elena Fucci – Barile (PZ)
Pad.8 Stand D8-D9 4
L’Aglianico del Vulture ha nel Titolo di Elena Fucci una delle sue espressioni migliori, un vino moderno fatto cum grano salis.

Calabria
A’ Vita – Cirò Marina (KR)
Pad. 12 Stand A5-D6 94
A Cirò il gaglioppo condotto a regime biologico esprime tutta la sua territorialità.

Puglia
Gianfranco Fino – Sava (TA)
Pad. 11 Stand G3-G4 38
La rinascita enologica pugliese ha un solo nome ed è quello di Gianfranco Fino.

Sicilia
Gulfi – Chiaramonte (RG)
Pad. 2 Stand 11A/16B
Linea abbastanza ampia ma sono tutti vini ben curati, i Nero d’Avola sono uno più buono dell’altro.

Sardegna
Dettori – Sennori (SS)
Pad. 12 Stand A5-D6 62
Ci sarebbe da discutere molto sui vini di Dettori, interpreti naturali del territorio sardo, ed è sempre il bicchiere la prova del nove: non perdeteveli, soprattutto il Dettori Bianco (Vermentino).

BONUS:
Alto Adige
Cantina Terlano – Terlano (BZ)
Pad. 6 Stand C3
Chardonnay e soprattutto Pinot Bianco, sia nella versione classica che nel Terlaner I, dalla capacità evolutiva e prezzo incredibili.

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Enodiario della Valtellina: il Sassi Solivi 2011

Triasso e Sassella è il nome di una piccola cooperativa di vignaioli della Valtellina. Un gruppetto di amici con la passione per il vino e la voglia di non lasciar andare in malora i loro appezzamenti vitati sulle terrazze alte sopra Sondrio. Siamo a Triasso, piccola frazione di Sondrio nella parte alta della sottozona Sassella, dove si trovano i loro circa due ettari di nebbiolo (chiavennasca). Il progetto è giovane ma la qualità dell’unico vino che producono è in continua crescita. Attualmente credo sia il miglior qualità prezzo della Valtellina: difficile trovare un Sassella migliore a poco più di 10 euro.
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Triasso e Sassella – Valtellina Superiore Sassella Sassi Solivi 2011
Il colore? Immaginate il nebbiolo scarico e trasparente, questo lo è ancor di più. Soltanto a Carema ho visto qualcosa di simile ma qui tende già in gioventù più sul granato. Il profumo? Freddo, pepe, frutti rossi appena maturi, melograno. E il sorso? Pare di bere un succo di lamponi rossi, i tannini non disturbano, fanno da padrone la freschezza e la sapidità: un Valtellina così grasserebbe anche del burro fuso (e i pizzocheri ultraburrosi di Combolo ci andavano a nozze). Consigliatissimo.

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