SorgentedelVino Live 2015: i produttori da non perdere

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Dal 14 al 16 febbraio SorgentedelVino torna a Piacenza Expo: la settima edizione di Sorgentedelvino Live 2015 riunisce 150 produttori di vini naturali. Qui trovate un personale elenco dei vignaioli da cui non mancare l’assaggio e l’acquisto dei vini ai banchetti.
In mezzo a nomi conosciuti ai più ci sono tanti emergenti e vere e proprie chicche, piccole e nuove realtà.

Valle d’Aosta
Les Petits Riens – Aosta – Aosta

Piemonte
Azienda Agricola Fabio Gea – Neive – Cuneo
Carussin – San Marzano Oliveto – Asti
Cassina Pietro – Lessona – Biella
Rocco di Carpeneto – Carpeneto – Alessandria
Valli Unite – Costa Vescovato – Alessandria

Lombardia
Ar. Pe. Pe. – Sondrio – Sondrio
Cà del Vènt – Campiani di Cellatica – Brescia
Casa Caterina – Monticelli Brusati – Brescia

Veneto
Menti Giovanni – Gambellara – Vicenza
Monteversa – Vo’ – Padova

Trentino Alto Adige
Redondèl – Mezzolombardo – Trento

Friuli Venezia Giulia
Denis Montanar – Villa Vicentina – Udine
Ferlat Silvano – Cormons – Gorizia
Gaspare Buscemi – Cormons – Gorizia

Liguria
Le Rocche del Gatto – Albenga – Savona

Emilia-Romagna
Bragagni Andrea – Brisighella – Ravenna
Donati Camillo – Felino – Parma
La Stoppa – Rivergaro – Piacenza

Toscana
Ampeleia – Roccatederighi – Grosseto
Caiarossa – Riparbella – Pisa
I Mandorli – Suvereto – Livorno
Il Paradiso di Manfredi – Montalcino – Siena
Podere Il Palazzino – Gaiole in Chianti – Siena

Marche
Ca’ Liptra – Cupramontana – Ancona
Il Gelsomoro – Morro d’Alba – Ancona
Tenuta Santori – Grottammare – Ascoli-Piceno
Vigneti Vallorani – Colli del Tronto – Ascoli-Piceno

Umbria
Fattoria Mani di Luna – Torgiano – Perugia

Lazio
Occhipinti Andrea – Gradoli – Viterbo

Abruzzo
De Fermo – Loreto Aprutino – Pescara
Stefania Pepe – Torano Nuovo – Teramo

Campania
Casebianche – Torchiaria – Salerno
Monte di Grazia – Tramonti – Salerno
Viticoltori De Conciliis – Prignano Cilento – Salerno

Basilicata
Basilisco – Barile – Potenza

Calabria
Cantine Viola – Saracena – Cosenza

Puglia
Morella – Manduria – Taranto

Sicilia
Cantine Barbera – Menfi – Agrigento
Guccione Francesco – Monreale – Palermo
Gulfi – Chiaramontegulfi – Ragusa

Sardegna
Cantina Montisci – Mamoiada – Nuoro
Sedilesu Giuseppe – Mamoiada – Nuoro
Tenute Dettori – Sennori – Sassari

Tutte le informazioni dell’evento sono su www.sorgentedelvinolive.org

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Il Cesanese di Olevano Romano di Damiano Ciolli

Scoprire un nuovo vino è una delle esperienze più entusiasmanti per un appassionato. Decisamente meglio che imparare a memoria l’elenco delle 14 DOCG del Veneto. Ad esempio, un paio d’anni fa ho bevuto per la prima volta il Cesanese d’Affile, rosso autoctono (e DOCG) laziale. L’ho ritrovato a cena, sfogliando la carta vini in un luogo del cuore, il Tastè Vin di Asti e l’ho preso. È il Cesanese di Ciolli in quel di Olevano Romano, paese dal quale prende nome anche la relativa denominazione.
I Cesanese di Damiano Ciolli sono due: il Cirsium, uve cesanese d’Affile in purezza e affinamento in legno ed il Silene, la versione più facile e beverina, da uve cesanese d’Affile e cesanese comune, niente legno qui.
Io per ora ho bevuto solo il Silene ma mi sono ripromesso di bere anche il Cirsium appena ne avrò occasione.

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Damiano Ciolli – Cesanese di Olevano Romano Silene 2011
Il bel rubino è scarico e limpido, basta un respiro e ti porta le ciliegie mature, la speziatura che ha ricordi fortissimi di vini della costa tirrenica (vedi Ciliegiolo maremmano) ed anche ligure (vedi Rossese). In bocca c’è tanta freschezza e la beva è tanto agile da non richedere piatti importanti.
È un vino attualissimo, di una modernità buona che fa ritornare i vigneron agli autoctoni interpretati con pulizia e rigore da una mano leggera, senza aggiungere o togliere nulla ad un vino che è tanto buono così com’è.
Distribuito da Les Caves de Pyrene, lo trovate in giro a circa 10 euro, non perdetevelo.

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Appunti toscani della scorsa estate

Appunti toscani della scorsa estate

San Galgano in Colle Val d’Elsa

Quand’è che mi ero stufato dei vini toscani? Un paio di anni fa, dopo qualche Brunello di alta gamma deludente, qualche taglio bordolese iper ammorbidito, mi ero arreso e avevo spostato la mia attenzione su altri vini. Ma da inizio estate 2014 le cose sono cambiate, complice uno splendido viaggio in terra toscana.

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Montenidoli – Vernaccia di San Gimignano Tradizionale 2012
Andiamo con ordine e partiamo dal bianco, e che bianco: la Vernaccia Tradizionale 2012 di Montenidoli. Tradizionale perchè macera un poco con le bucce, al naso ha un fiore pallido e appena accennato accanto ad una mineralità sferzante. In bocca è un rosso vestito da bianco, non certo un campione di complessità e finezza ma è la sua natura. Acidità e salinità la fanno da padrone, rendendo il sorso diritto, robusto, capace di tirare come un mulo un boccone di cibo. Bianco sconsigliato per l’aperitivo, da bere invece senza paura a tutto pasto, anche non troppo fresco.

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Castello di Monsanto – Chianti Classico 2011
Quasi esclusivamente uva sangiovese (90%) con un piccolo saldo di canaiolo e colorino, vinificazione in acciaio e affinamento di un anno in botte grande. È rubino, ben più cupo di ciò che ci si attenderebbe da un Chianti Classico. Profuma dapprima di viola e petunia poi via via acquista profondità ed emergono il frutto ben maturo e una nota terrosa. Si beve chè una meraviglia, saporito, non lascia deluso nemmeno un angolo del palato e rimane a lungo, in bocca ed in testa.
Se lo trovate in giro non fatevelo scappare, costa circa dieci euro ma ne vale molti di più.

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Le Ragnaie – Chianti Colli Senesi 2012
Signori giù il cappello davanti al Chianti Colli Senesi 2012 di Riccardo Campinoti! Un sangiovese di Montalcino in purezza che gioca in punta di fioretto. Le uve sono declassate alla produzione di Chianti Colli Senesi perchè cresciute oltre i 600m e quindi fuori disciplinare ma la stoffa c’è tutta e si sente: punge il naso con i frutti rossi maturi ed in bocca ha un equilibrio mirabile tra freschezza ed avvolgenza. Piaciuto molto, anche più del Rosso di Montalcino pari annata che aveva l’alcol un po’ fuori dalle righe. Grande vino a tavola e grande rapporto qualità/prezzo: acquistato a 8 euro in cantina.

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