Il Magno Megonio di Librandi

Ancora vini du sudde, questa volta in Calabria, con un vino tra le punte di diamante della produzione regionale. Si tratta di un rosso da uve magliocco in purezza (vera rarità) provenienti da un antico vigneto di origine romana appartenuto al centurione Magno Megonio, da cui prende nome il vino. Una vocazione antichissima alla viticoltura, storica, che può essere l’incipit di una rinascita della regione, se affiancata a una stretta dei disciplinari di produzione in senso qualitativo.
image
Librandi – Val di Neto Magno Megonio 2009
Il Magno Megonio 2009 versato nel bicchiere è rubino limpido, poco fitto, offre al naso sentori di macchia mediterranea, salinità, olive in salamoia e mirto. In bocca è secco, caldo, decisamente sapido, dal tannino fine e sfuggente, con chiusura tra ricordi salmastri e di liquirizia in bastoncino, persistente. Un vino (e un vitigno) dal profilo organolettico interessante, un manico più leggero in cantina soprattutto in affinamento, non potebbe che giovare ulteriormente.

Share

Verticale parallela decennale Timorasso e Nascetta

Dai un’occhiata al Tweet di @wine_days: https://twitter.com/wine_days/status/395225698702721024
image

image

image

Share

Vini d’Italia 2014 L’Espresso: soddisfazioni, dubbi, certezze.

20131023-141008.jpg
Arrivata! Dopo numerose anticipazioni ho finamente sfogliato la guida I Vini d’Italia 2014 de L’Espresso. Soddisfazione, tanta soddisfazione, per il Barolo Riserva Vigna Rionda 2007 dei fratelli Massolino che ha raggiunto l’assoluto: 20/20. Tanta soddifazione e papille gustative in subbuglio per le tre bocce di questo monumento che ho in cantina. Se ne riparla tra qualche anno (o forse una la stappo a breve? vedremo). Unico neo, mi rimane qualche dubbio sul metro di giudizio: 19,5/20 al Monfortino 2006? un vino che per me è l’eccellenza, in una versione tra le più grandi, superiore al 2004 centocentesimato da Parker ed anche al Vigna Rionda 2007 di Massolino…mistero.

Share

Benito Ferrara – Greco di Tufo Vigna Cicogna 2012

Se non vi dicono nulla le parole “Vigna Cicogna” vi siete persi qualcosa di importante nel panorama enologico italiano. Il Greco di Tufo Vigna Cicogna di Benito Ferrara è un grande vino campano, nell’olimpo dei bianchi della regione.

20131008-151531.jpg
Benito Ferrara – Greco di Tufo Vigna Cicogna 2012
Nell’annata 2012 è, se possibile, ancor più buono del solito: paglierino scarico, brillante, di viva consistenza. Odora di agrumi, ha lievi sentori fumè e la caratteristica nota sulfurea, intensa, di fiammiferi zolfanelli. In bocca è fresco, di buon corpo, ricorda frutti a polpa bianca ed ha una mineralità ben in evidenza con una bevibilità incredibile ed ha certamente diversi anni di vita ancora davanti a sè. Lo trovate qui a poco più di 15 euro, inutile dire che ha fatto incetta di tre bicchieri e quant’altro, è davvero un gran bel vino, da non perdere.

Share

Ah l’autunno! (la Barbera di Mascarello, i porcini, il vero slow food)

Ah l’autunno!
Voglia di cibi gustosi, dai sapori antichi e avvolgenti, come una coperta calda. Voglia di vini saporiti, figli della terra, diretti. Voglia di porcini e di Barbera, in una grande versione se possibile, come la 2009 di Maria Teresa Mascarello.

20131001-235408.jpg
Bartolo Mascarello – Barbera d’Alba Vigna San Lorenzo 2008
Un vino con tutte le sue cose al posto giusto: la freschezza varietale, i frutti rossi, la ciliegia in particolare. Viene da una mano sapiente in vigna e in cantina, l’affinamento in botte grande che ha leggermente smussato le spigolosità, avviandola in un percorso evolutivo in bottiglia, non potrà che migliorarla. L’ho trovata buonissima, in un rinnovato amore per la Barbera in zona Barolo che per me trova la sua massima espressione in botte grande. Basta non aver fretta.

Share
12ce932a42" />