La Nascetta di Rivetto. Rimedi contro l’afa dell’estate più calda da quando hanno inventato i termometri (che Studio Aperto non vi dirà mai)

Fa davvero caldo, anche chi come me preferisce l’estate all’inverno certi picchi li sente; si fatica a dormire la notte e non è bello.
Se una di queste sere volete bere un bianco piemontese fresco, provate la Nascetta. Io ho bevuto poco tempo fa la 2011 di Rivetto ed era in forma smagliante, in un anno in bottiglia aveva appena imboccato la via della mineralità e delle sensazioni idrocarburiche, in crescita. Peccato fosse l’ultima.

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A inizio luglio è stata imbottigliata la 2012 e me ne è stata regalata una bottiglia che, mea culpa, ho precocemente stappato. Qui, con l’ovvia approssimazione per un vino così giovane, ho trovato un corpo importante, superiore al millesimo precedente, e decisi profumi fruttati, agrumati, tropicali. In bocca è larga, ricca, sembra un giovane Sauvignon. Mica male, comunque, col tempo si farà.
Urge un ulteriore assaggio ma anche in questo caso la bottiglia era l’ultima, sigh e soprattutto devo concretizzare l’idea di organizzare una verticale di Nascetta, per capire quanto, quando e come evolve in bottiglia.
Oggi è un giorno luminoso, caldo, giallo. Un bel giorno nonostante il sonno tremendo.

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Burlotto – Langhe Nebbiolo 2010

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Burlotto – Langhe Nebbiolo 2010
Un giovane appena diventato adulto, nel pieno delle forze, col carico di fatiche e gioie dell’età in cui vive. Ha tante scelte ancora da compiere ma già la consapevolezza di chi è, di qual è la sua indole. Ha gambe forti, mente sveglia, è poco interessato alle apparenze e molto alla sostanza. Così è questo Nebbiolo 2010 di Burlotto, non un inno alla perfezione ma un vino con una sua personalità, netto nei sentori del vitigno, presente nel tannino seppur non invadente (viene da giovani vigneti in Verduno), poco avvezzo all’eleganza dei particolari. Uno di quei vini da 89/100, che forse non figureranno mai tra le eccellenze nelle classifiche che contano ma con un prezzo onesto così come il gusto. L’impatto in bocca è vigoroso, caldo, non addomesticato, diretto.
Un vino da bere, non da degustare, che necessita di un piatto sostanzioso ad accompagnarlo; dono della vera Langa, adatto ad ogni stagione, se lo sapete approcciare.

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