Marchesi Alfieri – Barbera d’Asti La Tota 2011

Tra i punti di riferimento per gli amanti della Barbera astigiana c’è la produzione della Tenuta Marchesi Alfieri, situata nella fantastica cornice del Castello di San Martino Alfieri. Le sorelle San Martino insieme al fido Mario Olivero producono due versioni di Barbera d’Asti, la Tota e l’Alfiera: la prima di facile beva, da vigneti più giovani e affinata 12 mesi tra barriques e tonneaux; la seconda, vino di punta aziendale, è prodotta da vigneti di sessant’anni e affinata 15 mesi in barriques.
Da non dimenticare il Monferrato Rosso Sostegno, blend di Barbera e Pinot Noir, un Nebbiolo in purezza, il Costa Quaglia, un Pinot Noir in purezza chiamato San Germano e last but not least il Grignolino Sansoero, vino di poco corpo e semplice piacevolezza.

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Marchesi Alfieri – Barbera d’Asti La Tota 2011
Il colore è rubino intenso con giovani riflessi porpora. Al naso esplode in una speziatura molto intensa di bacca di ginepro e foglia d’alloro, quasi da Pinot Noir; poi si acquieta ossigenandosi e svela il profilo dolce del rovere d’affinamento, unito a una sensazione finalmente fruttata, di ciliegia, e un piacevole vegetale di peperone. In bocca è di notevole avvolgenza, il tannino è tutt’altro che sommesso e leggermente asciugante, la persistenza abbastanza lunga.
Nel complesso un vino molto piacevole, caldo, ancora giovane ma in grado di trovare maggior equilibrio tra qualche anno. Temo non raggiungerà la vetta della strepitosa 2009 e della buonissima 2010.

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Brezza – Barolo Sarmassa 2008

Qui ad Alba piove che Dio la manda ed è così da troppi giorni. Il sole dei giorni passati è solo un ricordo ormai e l’acqua che di solito è benedizione per la terra sta creando problemi. Più che Maggio sembra Ottobre e io, nostalgico, sono seduto con una tazza di caffè bollente a portata di mano a scrivere alla vecchia maniera, carta e penna; poi mi toccherà ribattere tutto sull’Ipad, pazienza, va bene così. Gli assaggi di questi giorni poco primaverili seguono quest’onda, per esempio un Barolo bevuto ieri sera, il Sarmassa 2008 di Brezza.

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Brezza – Barolo Sarmassa 2008
Brezza è una cantina storica di Barolo, nata a fine ‘800 si trova sulla strada che sale in paese alla vostra destra, ben segnalata e facile da raggiungere. Vale la pena visitarla, considerando che tutta la gamma dei vini è ben impostata, piuttosto tradizionale ed offrono anche ristorazione e camere.
Il loro Sarmassa 2008 profuma di rosa e frutti rossi (fragola, ciliegia) ma non mancano sentori freschi di menta e rosmarino. Il sorso è corposo, sempre giocato sui frutti rossi e unito ad acidità e sapidità molto accentuate. Il tannino è minuto, rimanda ancora alla balsamicità e a qualche nota scura più tostata, di grande persistenza. Rispetto al Bricco Sarmassa pari annata, proveniente dalla parte alta del vigneto, è più fresco, il frutto è maturo ma non marmellatoso, meno giocato sull’alcolicità e sulle note evolute, secondo me anche più longevo. Un Barolo poco invernale ma molto autunnale, o primaverile se volete, in primavere come queste.

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Il Nebbiolo 2010 di Cascina Chicco

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Cascina Chicco – Langhe Nebbiolo 2010
Uno di quei vini precisi, nitidi nella loro essenza, che ti colpiscono e creano un’irresistibile voglia di assaggiarli nuovamente quando ricapitano a tiro. Rubino scarico, odora di petali di rosa macerati, di fragoline di bosco e finemente di pepe. In bocca è saporitissimo con un equilibrio magistrale tra tannini e sensazione fruttata e acida. Per meno di 15 euro è il Nebbiolo dal miglior rapporto qualità prezzo bevuto di quest’anno, da far balzare sulla sedia ad ogni sorso. La 2010 è stata un’annata fantastica, di quelle che non si vedevano da un bel po’ in Piemonte e non solo: chi ha ben lavorato raccoglierà i suoi frutti.

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