Tenuta dell’Ornellaia – Le Volte 2009

L’etichetta base di Tenuta dell’Ornellaia è un blend di 50% Merlot, 30% Cabernet e 20% Sangiovese vinificati separatamente, assemblati ed affinati 10 mesi in carati di terzo passaggio. Vino dall’approccio facile, di chiaro stampo internazionale come si conviene, capace di gratificare l’amante del genere.

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Tenuta dell’Ornellaia – Le Volte 2009
Colore rubino luminoso, molto giovane e consistente. Si apre con un bouquet fresco e fruttato, unito a sentori marini, acciugosi e di origano, tutt’altro che banali. In bocca è molto composto, ripresenta la vinosità percepita al naso, con una buona spinta acida e una chiusura non lunghissima e che vira sull’amaro. Tannino impercettibile che rende l’approccio poco impegnativo ad un vino senza lode e senza infamia. Uno dei migliori supertuscan entry level (anche per il prezzo) pensato per essere onnipresente ed elegante compagno in tavola. Temo non sulla mia.

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Cascina Fornace – Roero Arneis 2011

Scrivo di vino perchè mi piace e soprattutto scrivo dei vini che mi hanno colpito. Il Roero Arneis 2011 di Cascina Fornace è uno di questi. L’azienda di Enrico ed Emanuele Cauda è giovanissima, giustamente ambiziosa e a conduzione biodinamica. Se avete familiarità col vitigno e pensate al solito bianco da aperitivo sedetevi e stappate questa borgognotta.

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Cascina Fornace – Roero Arneis 2011
Giallo paglierino intenso, brillante; il riflesso verdolino di certe uve vendemmiate in anticipo è un ricordo lontano. Qui il frutto è stato colto maturo ed esce al naso con sentori di pesca gialla, che spesso virano sulla frutta disidratata, quasi cedro candito, accompagnati da una leggera nota pepata. Al palato mostra un’estrazione totale del frutto, saporito, corposo, una carbonica accennata, forse un minuto residuo zuccherino. Regala nel finale una sapidità intensissima (qui davvero andrebbe usata la parola mineralità), che a tratti pare quasi tannica. Crescerà in bottiglia ancora per molto tempo, abbiate fede. Ad averne di Roero Arneis così coraggiosi: la fortuna aiuta gli audaci, forza!

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Conterno Fantino – Langhe Nebbiolo Ginestrino 2011

I vini di Conterno Fantino sono una certezza. L’azienda di Monforte, nata nel 1982 per opera di Guido Fantino e Claudio Conterno, ha conosciuto da inizio anni ’90 una crescita costante. Oggi la gamma dei vini è ampia, ovviamente con i Barolo in primo piano, dai cru Ginestra e Mosconi, poi Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, il Langhe Rosso Monprà, Chardonnay in due declinazioni e, ultimo nato, il Barolo chinato.

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Conterno Fantino – Langhe Nebbiolo Ginestrino 2011
Il Langhe Nebbiolo Ginestrino 2011 è rubino con riflessi porpora, giovanissimo, intenso, quasi innaturale per un Nebbiolo. Al naso rimanda al grappolo ben maturo, alla rosa, affiancati da una speziatura leggermente tostata, di caffè. In bocca è avvolgente, per nulla diritto come di regola il Nebbiolo, anzi, complice anche l’annata calda si presenta godibile, di facile lettura, con una confettura di fragole unita a sentori vanigliati. Il tannino è ben presente ma mai prevaricante, segno di una maturazione ottimale. Non sarà un esempio da manuale del Nebbiolo ma di stile produttivo certamente sì: moderno, nitido, impeccabile e ad un prezzo accessibile che fa la differenza di questi tempi.

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Poderi Aldo Conterno – Barbera d’Alba Conca Tre Pile 2009

Il vino ha molte capacità e tra queste anche quella di ricordare, di farci ricordare. Aldo Conterno ci ha lasciati a fine maggio ma i suoi vini perpetuano il suo messaggio, la sua idea di moderata modernità. A Monforte, alla Bussia, Aldo Conterno rimarrà per sempre.

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Poderi Aldo Conterno – Barbera d’Alba Conca Tre Pile 2009
Il barbera del Conca Tre Pile viene dalla Bussia Soprana e dopo una fermentazione tradizionale affina per 12 mesi in barriques nuove. Una Barbera dal colore maturo che ha perso il porpora a favore di un rubino netto, leggermente velato. Il naso è esplosivo con note di frutti rossi, di ciliegie sotto spirito, unite a dolci sentori balsamici. In bocca si impone in maniera decisa con la classica ciliegia, lo spunto selvatico e acido del barbera. La Conca Tre Pile 2009 ha un tannino ancora ruvido, che con qualche anno si addolcirà, ma non manca di un finale rinfrescante davvero piacevole. Un vino da abbinare sicuramente al cibo, meglio se carni grasse e un po’ speziate. Conservatene però un bicchiere per fine pasto, non ve ne pentirete.
Grazie Aldo, prosit!

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