Planeta – Plumbago 2009

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Planeta – Plumbago 2009
Prodotto con uve Nero d’Avola in purezza, si presenta di colore rubino cupo. Naso stupendo dove giocano note fruttate mature, un ventaglio di odori mediterranei, dalle erbe di macchia allo iodio e infine note di cacao. Al palato dominano i frutti scuri, ciliegia e prugna, uniti alla rotondità di tannini mai ingombranti. Chiude non lunghissimo in un finale sapido che ne esalta la bevibilità.
Una cartolina dalla Sicilia: vitigno autoctono in purezza, interpretazione felice. Tre bicchieri Gambero Rosso meritati.

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Bric Cenciurio – Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili

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Bric Cenciurio – Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili
Da uve Arneis in purezza, vendemmiate stramature e attaccate da muffa nobile, fermentate in barriques.
Colore giallo oro con decisa vena aranciata, colore del miele di tiglio, di grande consistenza.
Subito al naso una nota alcolica, dolce e balsamica. Ossigenandosi emana un profumo netto di polpa di pesca matura, di marmellata di pesche e miele di tiglio.
In bocca è di una dolcezza viscosa che si distribuisce subito ai lati e base della lingua, richiama ancora la marmellata di pesche, fatta con una parte di bucce, che lascia un leggero sentore amarognolo. Chiusura lunga e magistrale.
Un vino di grande capacità evolutiva, fino ai 10 anni almeno: quello qui descritto ne aveva già diversi sulle spalle.

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Fratelli Mossio – Dolcetto d’Alba Bricco Caramelli 2011

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Fratelli Mossio – Dolcetto d’Alba Bricco Caramelli 2011
Rubino intenso, quasi cupo, dall’unghia violacea estremamente colorante. Bouquet fruttato e floreale ampio con viola, prugna, ribes nero, mora in evidenza e leggere note fumose. In bocca è avvolgente, equilibrato tra acidità e una tannicità sommessa e dolce, che richiama la liquirizia, anche del finale ammandorlato. Il corpo e l’alcolicità ne fanno un Dolcetto di grande struttura in grado di affinare in bottiglia per alcuni anni, senza mai perdere la sua tipicità varietale. Un vino da bere spesso e con grande soddisfazione.

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Schiavenza – Barolo 2007

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Schiavenza – Barolo 2007
Colore da giovane appena svinato, più violaceo che rubino, limpido. Al naso è già ben aperto, caldo, con note di frutti rossi, viola e una speziatura ad ampio ventaglio con cannella e pepe in evidenza. In bocca il frutto è succoso ma gioca soprattutto sulla spina dorsale acida che richiama il sorso successivo e su note già leggermente terrose, presagio di uno splendido invecchiamento. Un vero elogio al terroir di Serralunga in un’annata godibile già da oggi grazie alle maturazioni ottimali che hanno reso dolci i tannini e con la prospettiva di almeno dieci anni di evoluzione.

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Conterno Fantino – Langhe Rosso Monprà 1999

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Conterno Fantino – Langhe Rosso Monprà 1999
Frutto dell’assemblaggio di 45% Nebbiolo 45% Barbera 10% Cabernet Sauvignon.
Il colore è cupo, impenetrabile, bruno-granato con vena rubino. Ha superato i 10 anni di slancio senza cedere nulla, immagino il colore intenso da giovane.
Al naso non troppo aperto, necessita di una buona ossigenazione. Qualche sbuffo alcolico poi si apre: pepe nero, fragola in confettura, un frutto molto dolce, rosa, terra bagnata, ferro, pasta di mandorla, note di caramello.
Ingresso in bocca vivace, tannino in primo piano ancora deciso ma non asciugante, alcolicità spiccata, caffeoso, note di legno, tabacco, finale leggermente balsamico, maggiorana.
Al palato subito la fa da padrone il Nebbiolo, tannico ed elegante, poi entra il frutto saporito del Barbera e la dolcezza del Cabernet.
Un blend ben fatto che non mira ad arrotondare gli spigoli ma a regalare complessità e longevità.

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Cantina Produttori del Nebbiolo di Carema – Carema Riserva 2007

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Cantina Produttori del Nebbiolo di Carema – Carema Riserva (et. bianca) 2007
Colore rubino scarico con riflessi aranciati. Naso che si apre piano con fiori freschi, rosa selvatica, arancia bionda, fragolina, lampone giallo. Al palato è immediato e scorre in bocca diritto e un po’ stretto, tannino fugace, una nota minerale ferrosa unita ad una fragola croccante (la parte bianca della fragola soprattutto). Chiude non lunghissimo ma con leggera acidità finale piacevole e rinfrescante.
Prima volta per me l’etichetta bianca, osannata un po’ da tutti, ho voluto provare: è sicuramente un vino ben fatto e con personalità ma per quanto mi riguarda col Carema non scatta ancora la scintilla. Continuo a sentire un vino che mi ricorda poco il Nebbiolo: altre denominazioni, sempre del nord piemonte, non mi danno questa impressione.

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Giovanni Almondo – Roero Arneis Bricco delle Ciliegie 2011

In Piemonte, terra di grandi rossi, i bianchi autoctoni si contano sulle dita di una mano. Il Roero è terra d’elezione per produrre bianchi freschi e minerali, grazie ai suoi terreni sabbiosi. Quel Roero di cui Domenico Almondo è uno dei massimi interpreti ed in particolare dell’Arneis, vino bianco che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita enologica della zona.

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Giovanni Almondo – Roero Arneis Bricco delle Ciliegie 2011
Giallo paglierino intenso. Al naso subito note erbacee, floreali di acacia e pesca bianca. In bocca è di buon corpo, con un’acidità ben presente ma non eccessiva, non è mai monocorde. Chiude in un finale ammandorlato e sapido molto lungo.

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