Il Ruchè, il papillon e le fragole

Ho conosciuto Marco Crivelli al suo stand al Vinitaly di questa primavera. A dire il vero mi sono avvicinato più per l’eccentrico papillon che sfoggiava da dietro il banco d’assaggio.
Il suo Ruchè è stato una folgorazione ed è tutt’oggi uno dei pochi assaggiati oltre allo straconosciuto Laccento di Montalbera (mea culpa).

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Crivelli – Ruchè di Castagnole Monferrato 2010
Il Ruchè 2010 è rubino scarico, con tenui riflessi porpora. Odora intensamente di rose e fragole di bosco, lamponi e ha una invitante nota pepata. In bocca è un fantastico gioco di succosità e acidità; mi ricorda il succo delle fragole col limone che rimane in fondo alla ciotola dove si prepara la fragolata. Nonostante il corpo esile, l’alcol è ben integrato e non affatica per nulla la beva.
Per circa 10 euro un bicchiere onesto e gustoso, bravi!

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Tenuta Olim Bauda – Barbera d’Asti Superiore Nizza 2009

La Barbera d’Asti spesso non incontra il mio gusto e i motivi sono due: è un vino di eccessiva concentrazione, è più “grossa” della versione albese, perdendo in eleganza ed in secondo luogo l’affinamento è spesso mal gestito, anche se è tra i rossi piemontesi che meglio si accordano con l’uso della barrique.
Esistono le eccezioni (per fortuna, verrebbe da dire) ad esempio nella sottozona Nizza, garanzia di terreni vocati, giuste esposizioni, quantità e costante impegno qualitativo del produttore.
Tenuta Olim Bauda (fratelli Bertolino) di Incisa Scapaccino ha prodotto una versione monumentale della Barbera d’Asti Superiore Nizza in un’annata di grazia per il vitigno come la 2009.

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Tenuta Olim Bauda – Barbera d’Asti Superiore Nizza 2009
Rubino carico, senza tentennamenti, consistente. Sensazioni di frutti scuri ben maturi, mora, prugna, ciliegia accompagnati da una calda alcolicità e da speziatura tostata di caffè e cacao. Il sorso è fruttato, ben equilibrato tra potenza e freschezza acida, mantiene una buona bevibilità nonostante i 15 gradi alcolici, ma tenete a portata di mano un succoso piatto di carne se volete goderne appieno.
Costa circa 20 euro, da bere oggi o da attendere qualche anno con calma, senza troppe preoccupazioni.

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Vigne dei Mastri – Barbera d’Asti Superiore Galileo 2008

Ho conosciuto Daniele Comba un paio di anni fa, presentato da una sua amica come un valido produttore dell’astigiano. Una persona squisita, dai modi cortesi e soprattutto competente, nonostante la sua avventura in campo vitivinicolo sia iniziata da poco più di dieci anni (è medico ortopedico). La cantina si chiama Vigne dei Mastri, in frazione Loreto di Costigliole d’Asti ed è tra le prime in zona ad essere concepita con le più moderne tecniche per ridurre l’impatto ambientale. Siamo nel Monferrato autentico, terra di Barbera di razza, ovviamente, a cui Daniele ha voluto imprimere la sua personalità ed affiancare la coltivazione di altri vitigni: merlot, albarossa, pinot bianco e riesling. Una realtà davvero interessante sia per la qualità dei vini, in costante crescita, sia per i prezzi davvero friendly.

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Vigne dei Mastri – Barbera d’Asti Superiore Galileo 2008
Colore rubino vivo, luminoso. Al naso pare subito un po’ reticente ma ossigenandosi esce pulita, molto varietale con mora e prugna unite a una decisa sensazione balsamica. Palato vigoroso con viva acidità, classica dell’astigiano; mora ben matura, ciliegia sotto spirito e leggere note fumose. Il tannino è finissimo, supportato dalla nota alcolica. Chiude ancora balsamica, quasi mentolata, con buona lunghezza e bevibilità. Costa poco più di 10 euro, irrinunciabile per gli amanti della Barbera d’Asti, bravi!

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