San Fereolo Coste di Riavolo 2008, il bianco di Nicoletta Bocca

Raccontare il Coste di Riavolo di Nicoletta Bocca è un’impresa ardua. Un bianco langhetto atipico in tutto, sia per i vitigni che lo compongono sia per il metodo di vinificazione. Gewürztraminer e riesling da cloni d’origine alsaziana, quindi uve aromatiche e semiaromatiche. Fermentazione con macerazione delle bucce, separata per le due tipogie e a cui segue l’assemblaggio. Non il massimo della vita, almeno sulla carta. E invece l’assaggio è sorprendente.

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San Fereolo – Langhe Bianco Coste di Riavolo 2008
È un vino che parte ridotto al naso nel millesimo 2008, acquistando temperatura e ossigenandosi si pulisce ed emana sentori agrumati di litchis e soprattutto arancia. In bocca è spiazzante, corposo, dal sapore di albicocca e agrumi con viva freschezza, salinità e lunga persistenza.
Un vino mentale, non immediato. Lo assaggi la prima volta e pensi – ma che diavolo sto bevendo?! – E poi – aspetta, aspetta fammelo risentire! – infine non ne scordi il timbro, l’incisività, il non essere uguale a nessun altro, difficilmente classificabile, non omologato.
Io l’ho bevuto con del salmone affumicato e caprino, buonissimo.
Sono certo che chi lo ha incrociato e ne è rimasto in qualche modo affascinato, se l’è messo in cantina e non esita a ordinarlo quando (raramente) lo trova in carta al ristorante.
Va semplicemente approcciato a mente aperta e ben disposta per capirlo, perchè alcuni difetti sono sulla sottile linea che li separa dai pregi. E lo rendono unico.

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Manni Nössing, non il solito Gewürztraminer

Fatico a bere il Gewürztraminer perchè lo trovo quasi sempre in versioni che mirano a esaltarne l’aromaticità, facendola diventare debordante e causa di saturazione immediata delle papille gustative. Per questo motivo non riesco mai ad apprezzarlo se non nell’ultimo bicchiere, quello a fine pasto, dove in fase di meditazione non rischia di rovinare l’abbinamento col cibo.
Quello di Manni Nössing, viticoltore in quel di Bressanone, è uno dei pochi Gewürztraminer ad uscire da questo schema, tutto giocato sulla finezza e l’equilibrio tra aromaticità e facilità di beva.

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Manni Nössing – Valle Isarco Gewürztraminer 2009
Nasce da sole uve gewürztraminer, si presenta giallo paglierino brillante, di buona consistenza. L’olfatto è intenso, fine, fragrante, con note agrumate di fiori d’arancio e di salvia. In bocca è fresco, di buona acidità e con sentori corrispondenti all’olfazione, quindi ritroviamo l’agrumato e una sensazione tattile a metà tra il calore dell’alcolicità e la morbidezza glicerica, equilibrata e di intensa persistenza. La produzione è di circa 7000 bottiglie all’anno, si trova in enoteca a meno di 15 euro.
Uno dei pochi Gewürztraminer realmente gastronomici, da bere con pesci e crostacei crudi per quanto mi riguarda.

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Elena Walch – Gewurztraminer Kastelaz 2011

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Elena Walch – Gewurztraminer Kastelaz 2011
Non è un Gewurztraminer qualunque ma da sempre uno dei riferimenti per la tipologia, un vino semplice e senza mezzi termini. Colore dorato brillante di grande estrazione. Il naso è ricco: zenzero fresco, rosa, agrumi, miele. Al palato non delude e rimane vivo per la spinta acida e soprattutto per un finale lungo, lunghissimo, che richiama tutti i sentori nasali, virando un pò troppo sull’amaro.
Il Kastelaz, per quanto mi riguarda, va bevuto solo a fine pasto nella quantità di un bicchiere. Altrimenti vi troverete affannati per il palato saturo.

Sotto l’intervista al Vinitaly 2012 del grande Cernilli ad Elena Walch, orgoglio della quota rosa enologica italiana.

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