Bagna cauda, barbera e fantasia

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Patrick Pougeoise – Champagne Brut

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Enrico Serafino – Alta Langa Zero 2007

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Roger Manceaux – Champagne Brut 2006

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Giuseppe Mascarello – Barbera d’Alba Superiore Codamonte 2009

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Cordero di Montezemolo – Barbera d’Alba 2012

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Matteo Correggia – Barbera d’Alba Marun 2006

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Benotti Rosavica Cordero – Barbera d’Alba 2013

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Luigi Spertino – Barbera d’Asti Superiore La Mandorla 2010

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Giuseppe Rinaldi – Barbera d’Alba 2013

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Matteo Correggia – Barbera d’Alba Superiore Marun 2011

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Accornero – Monferrato Barbera Bricco Battista 2006

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Mastroberardino – Taurasi Radici 2005

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Girolamo Russo – Etna Rosso ‘A Rina 2012

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Valfaccenda – Roero 2012

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Teresa Soria – Moscato d’Asti Vigna Moncucco 2014

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Marolo – Grappa di Barolo 15 Anni

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Mastroberardino – Taurasi Radici 2008

Siamo in provincia di Avellino, in quella zona benedetta da Bacco (e ancora troppo poco dedita all’alta qualità) che è l’Irpinia. Il Taurasi è un grande vino che meriterebbe un disciplinare più stringente, soprattutto sulle rese per ettaro, e mani più caute nell’uso del legno in affinamento.
Il Taurasi Radici di Mastroberardino è un aglianico in purezza dai vigneti in Mirabella Eclano e Montemarano, affinato due anni in botti di varie dimensioni e due anni in bottiglia.

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Mastroberardino – Taurasi Radici 2008
Nel bicchiere si presenta rubino, abbastanza consistente. Il primo approccio al naso è anosmico, probabilmente siamo in una fase di chiusura, necessita di ossigenazione. Dopo aver pazientato e roteato il calice fa capolino un timido frutto scuro (mora, amarena), seguto da sentori di terra, foglie secche e grafite. Il sorso è la parte migliore: maschio, caldo, sapido, con tannini giovani ed evidenti ma di splendida fattura. Finale di grande persistenza, piacevolissimo.
Poco più di 20 euro per un vino che ha stoffa da vendere.

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