La Barbera sa invecchiare: Bigolla 2000 di Walter Massa

Dopo due settimane di assenza, complici le festività pasquali e relative maratone gastronomiche, torno a scrivere delle bottiglie che ho bevuto. Pescando nel mucchio sono un paio quelle da ricordare: la prima è la Barbera Bigolla di Walter Massa del 2000 (prima annata mi pare), che ancor ruggendo nonostante i 15 anni sul groppone, complice anche l’annata calda, ha iniziato la sua fase calante.

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Vigneti Massa – Colli Tortonesi Barbera Bigolla 2000
Il tappo in sughero, provato dal tempo, ha richiesto l’intervento del cavatappi a lame. Il colore è ancora perfetto, rubino carico senza cedimenti, al naso però impiega molto tempo per liberarsi da un sentore di chiuso che non svanisce mai completamente. In bocca molto meglio: è subito vigorosa, con acidità e tannini vivi anche se la frutta fresca ha lasciato posto a sentori marmellatosi e tostati (cognà). Un bel vino, sicuramente grande qualche anno fa, capace di far riflettere sulle potenzialità d’invecchiamento della Barbera e dei rossi del tortonese.

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Elogio del cavatappi a lame

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Dapprima diffidente sull’effettiva utilità dell’attrezzo, mi sono dovuto ricredere ed ora ne possiedo più d’uno, tra acquistati e ricevuti in regalo. Uno strumento indispensabile per chi ama bere vini maturi e qui in Langa certo non mancano. Tenetelo a portata di mano quando si superano i 10 anni e sceglietelo come cavatappi di preferenza per vini oltre i 20 anni.

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Necessita di una piccola dose d’esperienza (da farsi su bottiglie più giovani) dopodichè tutto verrà automatico e diverrete cintura nera dei tire-bouchons.

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Ma ricordate che tutta la vostra abilità nell’aprire bottiglie decennali non vi metterà al riparo dalla scottante delusione per vini passati a miglior vita.

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