Un ultimo Carema prima del caldo estivo

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Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema – Carema Riserva 2009

L’ultimo nebbiolo prima che le temperature estive impongano uno stop e di destinare il cavatappi ad altri vini è un grande Carema Riserva 2009 dei Produttori Nebbiolo di Carema. La bottiglia stappata qualche mese fa viaggiava ad altissimi livelli e così anche questa, il che mi rende ben felice di averne altre in cantina.
È granato a centro bicchiere e aranciato scarico all’unghia, di incredibile trasparenza. Il naso corre tra viole e rose canine, l’arancia bionda e il sottobosco. Il sorso è caldo (e qui la temperatura di giugno non aiuta) con tannino minuto e una scia minerale quasi metallica. Immagino sarebbe interessante seguirne l’evoluzione in bottiglia negli anni a venire ma ad oggi le scorte sono limitate e la facilità di beva troppo invitante.

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Carema 2010 dei Produttori

Non si arresta l’ascesa di questo Nebbiolo nordico nella mia personale classifica dei rossi piemontesi. A questo ultimo riassaggio del Carema etichetta nera (la versione classica) viene da commuoversi per la delicatezza floreale del bouquet.

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Cantina produttori Nebbiolo di Carema – Carema 2010
Un naso preciso e sussurrato che è un mazzo di viole fresche, da annusare ripetutamente tanto è gradevole, da proporre come essenza per ambienti. Il vino in bocca tradisce il millesimo giovane, nell’acidità marcata e nel vivo tannino, un 2010 fresco ma estremamente promettente per il futuro. Ancora una volta è il fascino del Nebbiolo nordico a rapire e per una decina di euro si beve un vino di rara personalità.

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Cantina Produttori del Nebbiolo di Carema – Carema Riserva 2007

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Cantina Produttori del Nebbiolo di Carema – Carema Riserva (et. bianca) 2007
Colore rubino scarico con riflessi aranciati. Naso che si apre piano con fiori freschi, rosa selvatica, arancia bionda, fragolina, lampone giallo. Al palato è immediato e scorre in bocca diritto e un po’ stretto, tannino fugace, una nota minerale ferrosa unita ad una fragola croccante (la parte bianca della fragola soprattutto). Chiude non lunghissimo ma con leggera acidità finale piacevole e rinfrescante.
Prima volta per me l’etichetta bianca, osannata un po’ da tutti, ho voluto provare: è sicuramente un vino ben fatto e con personalità ma per quanto mi riguarda col Carema non scatta ancora la scintilla. Continuo a sentire un vino che mi ricorda poco il Nebbiolo: altre denominazioni, sempre del nord piemonte, non mi danno questa impressione.

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