Dannata grande annata

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Qualche tempo fa a cena con alcuni produttori si discuteva animatamente sull’utilità delle anteprime dell’ultima annata dei big enologici piemontesi (leggi Barolo, Barbaresco, Roero). Tra favorevoli e contrari vi erano un’infinità di sfumature d’opinione in merito. Volendo riassumere: all’innegabile ritorno commerciale/mediatico di un evento come ad esempio Nebbiolo Prima si contrapponevano considerazioni su vini eccezionali all’anteprima poi rivelatisi dei centometristi col fiato corto o viceversa vini in principio scontrosi, immaturi, che hanno acquisito un passo elegante degno del miglior maratoneta solo negli anni seguenti. Perchè il problema è tutto qui: le anteprime più prestigiose riguardano vini che hanno nella loro timbrica la capacità di affinare in bottiglia. Da non sottovalutare poi la difficoltà nel mantenere alto il livello di concentrazione quando si degustano decine di campioni in una sola mattinata. Insomma i media e il mercato hanno bisogno dell’anteprima per indirizzare gli acquisti (e i prezzi di conseguenza) ma l’errore è sempre in agguato.
In conclusione direi che il fattore determinante per comprendere qualcosa nel marasma delle anteprime è l’esperienza, tanto meglio quanto più è specifica. Non si può essere esperti degustatori di tutti i terroirs: Langa, Valpolicella, Chianti, Bolgheri, Irpinia, Etna, Mosella, Borgogna, Rodano, Alsazia, Bordeaux, Champagne…

Esempio calzante del discorso è l’annata 2001 in Piemonte, considerata un grande calibro, longeva, una delle migliori del decennio 2000-2009 ma che oggi spesso mi pare pericolosamente troppo matura.
Seguono sintetiche impressioni e punteggi su un paio di Barolo 2001 scritte alla loro uscita da Antonio Galloni (mica pizza e fichi) entrambe ridimensionate ad oggi dalla prova bicchiere.

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Marcarini – Barolo Brunate 2001
Galloni: 93 points/drink after 2011, tasted 12/2004
Nel mio bicchiere: granato, con calma offre un bouquet autunnale fatto di foglie secche, humus e tabacco. Il fruttato di prugna disidratata lascia tratti scoperti ad un buon calore alcolico, i tannini sono pressochè risolti. Barolo maturo, avviatosi lentamente sul viale del tramonto.

Poderi Aldo Conterno – Barolo Colonnello 2001
Galloni: 91 points/drink after 2009, tasted 05/2005
Nel mio bicchiere: granato intenso, ancora evidenti i riflessi rubino, profuma di rosa macerata e smalto. Al palato è caldo, forse troppo, frutta rossa e tannino finissimo ben integrato. Un vino dal sorso che soddisfa senza far mai scattare la scintilla, rimanendo un po’ seduto per il tenore alcolico.

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Il Barolo Lazzairasco 2010 di Guido Porro

Qualche sera fa si è andati a Barolo, alla vineria La Vite Turchese, locale imperdibile per chi passa in loco. Il proprietario Stefano offre competenza e schiettezza nell’aiutarvi a scegliere cosa bere, indispensabili perchè la scelta di vini è davvero ampia e oltre al meglio del Piemonte trovate molti vini di altre regioni e poi tanta Francia, Borgogna in primis. Una selezione ragionata delle referenze, con un occhio ai nomi importanti e due alle chicche dal grande rapporto qualità prezzo. A quest’ultima categoria appartiene senza dubbio il Barolo Lazzairasco 2010 di Guido Porro, bevuto quella sera.

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Guido Porro – Barolo Lazzairasco 2010

Le uve per le circa 10000 bottiglie prodotte di questo Barolo vengono dal cru Lazzarito in Serralunga d’Alba. Nel bicchiere è granato con ancora evidenti riflessi rubino; al naso, subito non molto pulito per una nota metallica che si attenua ossigenandolo, mette in evidenza la rosa fresca e la ciliegia. Il palato è spettacolare: succoso, sapido, molto fresco e con tannini perfettamente calibrati (alla cieca, difficilmente lo avrei detto essere di Serralunga). In definitiva un Barolo di gande bevibilità e prospettive decennali di evoluzione in bottiglia, piccolo solo nel prezzo (meno di 20 euro).

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Serata in bianco con un Batàr 2000 in forma strepitosa

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Bollinger – Champagne Special Cuvée

Domaine Ramonet – Chassagne-Montrachet 1er Cru Morgeot 2006
Querciabella – Batàr 2000
Domaine Larue – Puligny-Montrachet 1er Cru La Garenne 2010
Kante – Chardonnay 2010
Jean-Marc Brocard – Chablis Grand Cru Les Clos 2009
Gaja – Gaia & Rey 2009
Domaine Servin – Chablis Grand Cru Les Preuses
Jermann – Vintage Tunina 2007
Claudio Mariotto – Timorasso Pitasso 2009
Antinori – Cervaro della Sala 2011
Bricco Maiolica – Pensiero Infinito 2009
Damian Podversic – Ribolla Gialla 2006
Fattoria San Lorenzo – San Lorenzo 2001

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Grandi (pesci) Rossi d’Aprile

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Delamotte – Champagne Brut MG

Alain Hudelot-Noellat – Les Suchots Vosne-Romanee Premier Cru 2009
Fontodi – Flaccianello della Pieve 2009
Clerico – Barolo Percristina 2001
Roagna – Barbaresco Asili Vecchie Viti 2008
Tenuta San Guido – Bolgheri Sassicaia 1998
Rocche dei Manzoni – Barolo Vigna Cappella Santo Stefano 2004
Tedeschi – Amarone Classico della Valpolicella 2003
Vajra – Langhe PN Q497 2010
Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2005
Abbatucci –  Cuvée Collection Rouge Ministre Impérial 2012
Borgo La Gallinaccia – Rosso Sebino Colmo dei Colmi 2009

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