Sorgentedelvino LIVE 2016: una meditata lista dei migliori assaggi

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Il 20, 21 e 22 febbraio scorsi si è tenuta a Piacenza Expo l’edizione 2016 di Sorgentedelvino LIVE, a mio modesto parere una delle fiere vinicole più interessanti. Il padiglione espositivo dista due minuti dall’uscita dell’autostrada, parcheggio comodo fronte fiera, niente calca all’interno, anzi, produttori sereni e disponibili a far assaggiare tutto, possibilità di scambiare due parole su quel che si sta bevendo e, quasi per tutti, di acquistare i vini.
Unico vero neo da migliorare il servizio ristorazione: a metà pomeriggio ho agguantato l’ultima fetta di margherita con un colpo di reni salvifico. Per il resto un’occasione davvero interessante, ecco i vini che più mi hanno colpito.

Anzitutto tre vini di grande personalità presentati da Rossella Bencini Tesi di Fattoria di Bacchereto.
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Fattoria di Bacchereto Terre a Mano – Sassocarlo 2013
Assemblaggio di trebbiano toscano 80% e malvasia 20% raccolti surmaturi, vinificato in cemento e affinato in tonneaux, ne vien fuori un vino sorprendente dal naso ampio e pepato, in bocca è un bianco con corpo da rosso, dal sorso pieno e vigoroso, con finale lungo e sapido.

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Fattoria Bacchereto Terre a Mano – Carmignano 2012
Uno dei rossi della giornata, assemblaggio di 75% sangiovese 10% canaiolo 15% cabernet sauvignon. Toscanaccio color rubino intenso, ha un bouquet di frutti scuri maturi, il tannino vivo del sangiovese non addomesticato in cantina, freschezza e continuo richiamo al sorso successivo.
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Fattoria di Bacchereto Terre a Mano – Vin Santo di Carmignano 2004
Le uve che compongono il Vin Santo sono le stesse del Sassocarlo, vengono lasciate appassire lentamente sui cannicci, pressate e il mosto fermenta e poi affina in caratelli da 70 litri di castagno.
Dopo 10 anni ne vien fuori un Vin Santo commovente: ambra lucente, profuma di frutta disidratata e ha una nota di nocciola tostata fortissima. In bocca è un tripudio di sentori che dall’albicocca disidratata virano al miele di castagno con un finale interminabile.

Lieselehof è il progetto di Werner Morandell a Caldaro. Più che un viticoltore potremmo definirlo un ampelografo, innamorato delle varietà rare e degli incroci. Ad esempio tra i suoi vini, accanto al Pinot Bianco, al Gewurztraminer, alla Schiava ed al Cabernet, troviamo il Bronner, il Solaris e il Souvignier Gris. Queste ultime sono varietà a bacca bianca frutto di incroci dette PIWI, in pratica immuni da oidio e peronospora, quondi non bisognosi di trattamenti antifungini in vigna.
La batteria presentata non mi ha entusiasmato fatta eccezione per l’unico spumante prodotto, il Clarice.
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Lieselehof – VSQ Clarice
La bolla abbastanza fine e il naso di frutti gialli appena maturi precedono un sorso in due fasi: dapprima l’acidità e i sentori di lievito e poi in chiusura emerge una forte nota di uva fragola, molto persistente e caratterizzante. Non a tutti piacerà ma è un vino che di certo sa stupire.

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Daglio – Timorasso Cantico 2011/2012
Assaggiato per la prima volta i vini di Daglio, che sorpresa! In cima alla batteria il Timorasso Cantico che invecchiando appena qualche anno tira fuori un profilo da riesling moselliano pur essendo secco e di buona alcolicità. Frutta a polpa bianca, mineralità a palate e idrocarburo, soprattutto nei millesimi 2011/2012. Produttore che mea culpa non conoscevo e dal quale ho ovviamente acquistato.

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Valli Unite – Timorasso San Vito 2012
Altra sorpresa in bianco il Timorasso San Vito di Valli Unite, annata 2012. Generoso nell’estrazione, bocca potente e con un senso di rusticità ben espressa. La cooperativa lavora in modo naturale, i vini sono tutti biologici certificati, ma in alcuni ho trovato difetti evidenti che per quanto mi riguarda non sono accettabili, non è così per il San Vito 2012 che da solo vale il viaggio a Costa Vescovato.

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La Staffa – Verdicchio dei Castelli di Jesi C.S. Rincrocca 2013
Dopo una bella prova dell’Amormio 2014, una malvasia secca e poco aromatica ed il Verdicchio Classico 2014, in tono minore, arriva questo Verdicchio del giovane Riccardo Baldi che me ne versa un bel calice. Ci trovo dentro il sambuco e la menta, freschezza a mille e chiusura pulita. Insomma un gran bere questo Rincrocca 2013, bravo.(Etichette stupende, tra l’altro)

C’era da aspettarselo e il bicchiere ha confermato che la miglior batteria di rossi della giornata è firmata Ar.Pe.Pe.
Unico neo il Grumello Buon Consiglio 2007, non proprio a fuoco, con l’alcol un po sopra le righe, pareva dire a chi lo beveva di non disturbarlo e passare più tardi.
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Ar.Pe.Pe. – Sassella Stella Retica 2011
Stella Retica 2011 buonissimo, incredibilmente snello con un filo meno di complessità (almeno per ora) del Grumello Rocca de Piro 2011.
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Ar.Pe.Pe. – Grumello Rocca de Piro 2011
Quest’ultimo è un gioiellino, in equilibrio mirabile tra frutta, tannino e sale, di certo uno dei best buy italiani.
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Ar.Pe.Pe. – Sassella Riserva Rocce Rosse 2005
Applausi poi per il rosso della giornata, il Rocce Rosse 2005 che ha tutto per competere con i nebbiolo piemontesi: frutto maturo, sentori officinali e terrosi, tannino ben presente.

Toccata e fuga in terra calabra dove Sergio Arcuri presenta due vini da uve gaglioppo davvero interessanti: il Cirò Aris 2011 e il Rosé Il Marinetto 2014.
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Sergio Arcuri – Cirò Aris 2011
Il Cirò 2011 ha il frutto maturo in primo piano, macchia mediterranea e tannino abbondante, oggi ancora un po’ scontroso, necessita di adeguato abbinamento gastronomico.
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Sergio Arcuri – Calabria Rosé Il Marinetto 2014
Il Marinetto 2014 è un rosè buonissimo, fresco ma non diluito, sal sorso saporito di ciliegia e molto sapido. Vino versatile, da bere e ribere senza moderazione.

Altri assaggi interessanti in ordine sparso: i due Cesanese di Damiano Ciolli, il Cirsium 2012 e soprattutto il Silene 2014; le due Barbera d’Asti di Trinchero, la Vigna del Noce 2008 e la superiore Terra del Noce 2011; il Cannonau Grassia 2011 di Sedilesu.

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Vinitaly 2015: i 20 produttori (uno per regione) da non perdere

Vinitaly 2015: i 20 produttori (uno per regione) da non perdere

Puntuale come il Natale anche quest’anno arriva a Verona il Vinitaly dal 22 al 25 marzo. Edizione importante la 2015 perchè sarà l’ultima prova generale prima dell’imminente Expo di Milano in cui proprio il padiglione vino è stato affidato alla gestione di Veronafiere. Sfogliando l’elenco degli espositori dal catalogo c’è da perdersi perciò ancora una volta urge una guida, questa volta minimal che più minimal non si può. Dopo l’elenco dei migliori stand fatto lo scorso anno ho scelto un solo produttore imperdibile per ogni regione, compito arduo se non impossibile ma tant’è.
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Valle d’Aosta
Lo Triolet – Introd (AO)
Pad. 12 Stand B3 – C3
Marco Martin produce vini precisi e puliti: Pinot Gris sempre ai massimi livelli, Pinot Noir e Gamay di rara bontà.

Piemonte
Giuseppe Mascarello – Monchiero (CN)
Pad. 10 Stand F3
Quattro varietà a bacca rossa (dolcetto, barbera, freisa, nebbiolo), posizioni eccellenti (leggi Monprivato), vinificazione ultra tradizionale: grandi vini.

Lombardia
Cavalleri – Erbusco (BS)
Il miglior Franciacorta Blanc de Blancs, da agricoltura sostenibile e ad un prezzo accessibile.

Trentino
Ferrari – Ravina (TN)
Pad. 3 Stand C3
La storia della spumantistica italiana: su tutte le produzioni la qualità media è molto alta dalla quale svetta il Giulio Ferrari, il miglior spumante italiano.

Veneto
Bortolomiol – Valdobbiadene (TV)
Pad. 4 Stand C5
La storia del Prosecco, se oggi è un vino di così ampio successo e fama lo si deve anche a questa storica realtà di Valdobbiadene.

Friuli Venezia Giulia
Venica & Venica – Dolegna del Collio (GO)
Pad. 6 Stand C6
Due nomi due campioni: il Ronco delle Mele (Sauvignon) e il Ronco delle Cime (Friulano).

Liguria
Biovio – Bastia d’Albenga (SV)
Pad. 12 Stand A5-D6 28
U Bastiò è un buon Rossese ma il Bon in da Bon è semplicemente il miglior Pigato in circolazione.

Toscana
Le Ragnaie – Montalcino (SI)
Pad. 9 Stand B4-B8
Un solo vitigno, il sangiovese: Chianti Colli Senesi, Rosso e Brunello di Montalcino sono tre ottimi rapporto qualità/prezzo, i Brunello Fornace e Vigna Vecchia sono stellari.

Emilia Romagna
Cantina di Carpi e Sorbara – Carpi (MO)
Pad. 1 Stand D1
Quel rosso tenue, frizzante, profumatissimo che scorre a fiumi e fa sorridere gli avventori dello stand è il Lambrusco di Sorbara, qui ai massimi livelli.

Marche
Bucci – Ostra Vetere (AN)
Pad. 7 Stand C1
Se volete sapere cos’è il Verdicchio chiedete del Classico Superiore. Se volete sapere cos’è uno dei pochi grandi bianchi italiani chiedete del Villa Bucci.

Umbria
Arnaldo Caprai – Montefalco (PG)
Pad. 7 Stand D5
Il 25 anni è uno stupendo Sagrantino, capace di sfidare il tempo, ma la chicca è il Passito di Sagrantino, buonissimo.

Lazio
Damiano Ciolli – Olevano Romano (RO)
Pad. A
Nel Lazio enologico qualcuno va oltre i vitigni internazionali ed i Frascati dozzinali, riscoprendo il Cesanese.

Abruzzo
Emidio Pepe – Torano Nuovo (TE)
Pad. 12 Stand E3/4 – F3/4 – G3/4
Il loro Trebbiano, il Cerasuolo ed il Montepulciano, non necessariamente in questo ordine, sono quanto di meglio possiate trovare nel padiglione abruzzese.

Molise
Di Majo Norante – Campomarino (CB)
Pad. 7 Stand D3
I Di Majo sono forse i produttori più noti del piccolo Molise che seppur tra mille difficoltà non manca di regalare buoni vini: provate la loro Tintilia.

Campania
Villa Diamante – Montefredane (AV)
Pad. A
Se volete bere un Fiano con gli attributi non perdetevelo, poco importa se le commissioni della DOCG lo hanno bocciato.

Basilicata
Elena Fucci – Barile (PZ)
Pad.8 Stand D8-D9 4
L’Aglianico del Vulture ha nel Titolo di Elena Fucci una delle sue espressioni migliori, un vino moderno fatto cum grano salis.

Calabria
A’ Vita – Cirò Marina (KR)
Pad. 12 Stand A5-D6 94
A Cirò il gaglioppo condotto a regime biologico esprime tutta la sua territorialità.

Puglia
Gianfranco Fino – Sava (TA)
Pad. 11 Stand G3-G4 38
La rinascita enologica pugliese ha un solo nome ed è quello di Gianfranco Fino.

Sicilia
Gulfi – Chiaramonte (RG)
Pad. 2 Stand 11A/16B
Linea abbastanza ampia ma sono tutti vini ben curati, i Nero d’Avola sono uno più buono dell’altro.

Sardegna
Dettori – Sennori (SS)
Pad. 12 Stand A5-D6 62
Ci sarebbe da discutere molto sui vini di Dettori, interpreti naturali del territorio sardo, ed è sempre il bicchiere la prova del nove: non perdeteveli, soprattutto il Dettori Bianco (Vermentino).

BONUS:
Alto Adige
Cantina Terlano – Terlano (BZ)
Pad. 6 Stand C3
Chardonnay e soprattutto Pinot Bianco, sia nella versione classica che nel Terlaner I, dalla capacità evolutiva e prezzo incredibili.

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Vinitaly 2014: tre vini che valevano il biglietto

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Arianna Occhipinti – Il Frappato 2012
Di Arianna Occhipinti avevo bevuto solo il Nero d’Avola ma non avevo mai assaggiato il suo Frappato ed è stato una vera rivelazione: il 2012 è fresco, dal frutto croccante, agrumato e sapido. Il sorso, perfettamente coerente col bouquet, chiede il riassaggio in maniera compulsiva e fa godere moltissimo. Mi è sembrato un vino di una semplicità per nulla banale, per una ventina di euro un acquisto irrinunciabile.

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Claudio Mariotto – Timorasso Pitasso 2011
Il Pitasso è uno dei tre Timorasso prodotti da Claudio Mariotto, la sua versione di punta e con maggiori aspettative di longevità. Il 2011 assaggiato quasi di corsa, tra i primi vini al Vinitaly, è rimasto un chiodo fisso per tutta la giornata fatta di numerosi assaggi ai banchetti della fiera. L’aromaticità alla prima olfazione è impetuosa, con fiori d’agrume e tanto sale, in bocca è freschissimo, appena incamminato sulla lunga strada dell’affinamento in bottiglia che, da personale esperienza, sono certo sarà di almeno un decennio. Mariotto è un vignaiolo estroso, certo non il solo nel tortonese, che ama sperimentare continuamente nuovi modi di produrre i suoi vini. Da qualche tempo è il nome che cerco in etichetta se voglio bere un grande Timorasso.

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Stefano Amerighi – Cortona Syrah Apice 2010
Il Syrah di Stefano Amerighi è cresciuto un millesimo dopo l’altro, giungendo a questa versione targata 2010 che è un vino di stoffa pregiata, perfettamente a fuoco. Materia colorante in abbondanza, ha un naso ora tutto sul frutto con una speziatura pepata; in bocca sorprende per capacità di insinuarsi minuziosamente in ogni angolo del palato, un sorso ricco e pulito, che asfalta ogni dubbio sul valore di un vino biodinamico quando è una scelta ragionata, culturale. Una grande bottiglia, come direbbe Stefano, un vino “fotonico”.

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Vinitaly 2014: i produttori da non perdere

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Amato, odiato, snobbato, che lo vogliate o no il carrozzone del Vinitaly 2014 è in arrivo. Veronafiere accoglierà i visitatori nei prossimi 6-7-8-9 aprile. Per orientarsi tra le migliaia di banchi d’assaggio ecco un elenco personale e non esaustivo dei migliori produttori presenti.
Ho volutamente omesso la Lombardia di cui comunque raccomando la visita al Consorzio Vini della Valtellina.

-VALLE D’AOSTA-
PAVESE ERMES pad 12 stand B3/C3
CAVE DU VIN BLANC DE MORGEX ET DE LA SALLE pad 12 stand B3/C3
CAVES DE DONNAS pad 12 stand B3/C3
GROSJEAN FRERES pad 12 stand B3/C3
LA CROTTA DI VEGNERON pad 12 stand B3/C3
LES CRETES pad 12 stand B3/C3
LO TRIOLET pad 12 stand B3/C3
OTTIN pad 12 stand B3/C3
QUATREMILLEMETRES pad 12 stand B3/C3

-PIEMONTE-
ALMONDO GIOVANNI pad 10 stand A2
ALTARE ELIO pad 10 stand F3
ANTONIOLO pad 10 stand 4-C3
AURELIO SETTIMO pad 10 stand G3
AZELIA pad 10 stand A2
BOSCHIS CHIARA – PIRA pad 10 stand A2
BOSCO AGOSTINO pad 10 stand 1-D3
BRIC CENCIURIO pad 10 stand G2
BROVIA pad 10 stand H3
COMM. G.B. BURLOTTO pad 10 stand H2
BUSSO PIERO pad 10 stand G2
CA’ DEL BAIO pad 10 stand L2
CA’ D’GAL pad 10 stand A1
CANTINA PRODUTTORI CAREMA pad 10 stand 7-D3
CASCINA CA’ ROSSA pad 10 stand C1
CASCINA VAL DEL PRETE pad 11 stand E5-G6 n.22
CAVALLOTTO pad 10 stand G3
CHIONETTI QUINTO pad 10 stand A2
CONTERNO FANTINO pad 10 stand A2
COPPI VIGNE MARINA COPPI pad 10 stand D1
CORINO RENATO pad 10 stand B2/C2
CORREGGIA MATTEO pad 10 stand M2
CORTESE GIUSEPPE pad 10 stand C2
CRIVELLI MARCO pad 10 stand 38-B3
DIEGO CONTERNO pad D stand B1
DISTILLERIE BERTA pad 10 stand H3
FENOCCHIO GIACOMO pad 10 stand C1
FERRANDO pad 10 stand 7-D3
GERAMANO ETTORE pad 10 stand E2
GIANFRANCO ALESSANDRIA pad 10 stand F3
GRASSO ELIO pad 10 stand A2
IARETTI PARIDE pad 10 stand 4-C3
LA CAUDRINA pad 10 stand A2
LA COLOMBERA pad 10 stand M2
LA RAIA pad 10 stand M3
LA SCOLCA pad 10 stand L2
LE PIANE pad 12 stand D4
MANZONE GIOVANNI pad 10 stand G2
MARCHESI ALFIERI  pad 10 stand I3
MARIOTTO CLAUDIO pad 10 stand E2
MASCARELLO GIUSEPPE pad 10 stand F3
MASSOLINO pad 10 stand C2
NERVI pad 12 stand B2
ODDERO PODERI pad 10 stand H4
PRODUTTORI DEL BARBARESCO pad 10 stand G3
ROSSO GIOVANNI pad 8 stand L2
SAN FEREOLO pad 12 stand A5-D6 n.101
SARACCO PAOLO pad 10 stand G3
SCHIAVENZA pad 10 stand I3
SOTTIMANO pad 10 stand M2
TRAVAGLINI pad 10 stand G1
VAJRA pad 10 stand G4
VALLANA ANTONIO pad 10 stand 4-C3
VEGLIO ALESSANDRO pad 10 stand B2/C2
VEGLIO MAURO pad 10 stand F3
VIETTI pad 10 stand L4

-LIGURIA-
BIO VIO pad 12 stand A5-D6 n.9
DURIN pad 12 stand C4

-LOMBARDIA-
CONSORZIO VINI VALTELLINA palaexpo stand A/B/C/D1

-TRENTINO ALTO ADIGE-
ELENA WALCH pad 6 stand D3
FALKESTEIN pad 6 stand C1
FERRARI pad 3 stand C3
FORADORI pad 12 stand A5-D6 n.67
GUMPHOF pad 6 stand B3
FRANZ HAAS pad 6 stand B2
HOSFATTER pad 6 stand D3
LOACKER pad 10 stand G4
PACHERHOF pad 6 stand C1
TERLANO pad 6 stand C3

-FRIULI VENEZIA GIULIA-
BORGO DEL TIGLIO pad 6 stand C5
DAMIJAN PODVERSIC pad 6 stand C7-E8
LIVIO FELLUGA pad 6 stand B6
NONINO DISTILLATORI pad 7 stand E2
PRINCIC pad 7 stand B4-B5
RADIKON pad 12 stand A5-D6 n.46
VENICA pad 6 stand C6

-VENETO-
ADAMI pad 4 stand A2
ANTONIO FACCHIN pad 4 stand B4
BELE CASEL pad 4 stand B2
BERTANI pad 5 stand D5
BISOL pad 7 stand E7/E8
BORTOLOMIOL pad 4 stand C5
CA’ RUGATE pad 4 stand B5
CECCHIN pad 5 stand F7-G4-G7
GINI pad 10 stand B2/C2
VIGNETO DUE SANTI pad 4 stand G4
ZENI pad 5 stand G2
SARTORI pad 4 stand E2
ALLEGRINI pad 6 stand E5

-TOSCANA-
AMERIGHI STEFANO pad 12 stand A5-D6 n.99
LISINI pad 9 stand A5
BADIA A COLTIBUONO pad 9 stand D9
FATTORIA DEI BARBI pad 9 stand C6
BIONDI SANTI TENUTA IL GREPPO pad 9 stand C8
CASTELLO DI FORTERUTOLI pad 9 stand C15
FATTOI pad 9 stand B4-B8
FELSINA pad 9 stand A5
FONTODI pad 9 stand C3
GRATTAMACCO pad 7 stand B10-B11
ISOLE E OLENA pad 12 stand A2
LE CHIUSE pad 9 stand B4-B8
LE RAGNAIE pad 9 stand D2-D4
MASTROJANNI pad 9 stand B1
MONSANTO pad 9 stand D9
PASSOPISCIARO pad 12 stand A2
POGGIO ARGENTIERA pad D stand E3
POGGIO DI SOTTO pad 7 stand B10-B11
SALVIONI pad 9 stand C10
TENIMENTI LUIGI D’ALESSANDRO pad 12 stand B2
TIEZZI pad 9 stand B4-B8
TUA RITA pad 9 stand C4
VIGNAMAGGIO pad 9 stand D2
 
-EMILIA ROMAGNA-
VILLA VENTI pad 12 stand A5-D6 n.39

-MARCHE-
GAROFOLI pad 7 stand E7/E8
UMANI  RONCHI pad 7 stand E4

-UMBRIA-
ARNALDO CAPRAI pad 7 stand D5

-ABRUZZO-
MASCIARELLI pad 7 stand D9
EMIDIO PEPE pad 12 stand A5-D6 n.53

-LAZIO-
CINCINNATO pad A
SERGIO MOTTURA pad A
CASALE DELLA IORIA pad A

-CAMPANIA-
GUIDO MARSELLA pad 7 stand B4-B5
BENITO FERRARA pad 10 stand B2/C2
CIRO PICARIELLO pad A
COLLI DI LAPIO pad 10 stand B2/C2
MASTROBERARDINO pad 6 stand E3
SALVATORE MOLLETTIERI pad 10 stand B2/C2
PIETRACUPA pad A
QUINTODECIMO pad 7 stand C4
VILLA DIAMANTE pad A

-PUGLIA-
GIANFRANCO FINO pad 11 stand G3/G4 N.46/47

-BASILICATA-
PATERNOSTER pad 7 stand D5
CARBONE pad 8 stand B8/9-C8/9

-CALABRIA-
‘A VITA pad 12 stand A5-D6 n.100
LIBRANDI pad 6 stand F2

-SICILIA-
ARIANNA OCCHIPINTI pad 12 stand A5-D6 n.49
GRACI GIROLAMO RUSSO pad 2 stand 108G
BENANTI pad 2 stand 109G
FRANCESCO GUCCIONE pad 12 stand A5-D6 n.101
GULFI  pad 2 stand 134I-122H
PALARI pad 9 stand D6

-SARDEGNA-
SEDILESU pad D stand B2
TENUTE DETTORI pad 12 stand A3-C7

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