A proposito di un grande Nebbiolo

Nessun dubbio, questo è il miglior vino base nebbiolo bevuto da inizio anno. E dire che di belle bottiglie fin’ora ce ne sono state parecchie tra Barolo, Barbaresco, Roero, Nord Piemonte, Val d’Aosta e Valtellina. Poi un grande Nebbiolo uno si aspetta di berlo in inverno, al massimo inizio primavera e invece questa bottiglia aperta pochi giorni fa si è posizionata di peso in cima alle mie preferenze. Un’ode sussurata al vitigno nebbiolo: profuma di viola, lampone, fragola e una macinata di pepe; in bocca è di croccante freschezza, il sorso è agrumato, il tannino minuto è cesellato come una carezza sul palato, chiude goloso su sentori di liquirizia. Un vino apparentemente di poca consistenza ma con un ventaglio aromatico e una piacevolezza di beva sconcertanti.

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Viene dalle ripide sabbie di Valmaggiore in Vezza d’Alba, grand cru del Roero.

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Lo producono i Brovia di Castiglione Falletto. Giacinto Brovia è scomparso pochi giorni fa, quale miglior ricordo dell’eleganza e della leggerezza del suo Nebbiolo d’Alba.
La bottiglia in questione la trovate al ridicolo prezzo di una ventina di euro, ci siamo capiti.

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Nebbiolata di gennaio (o La sera in cui il Gattinara di Franchino salì sul podio assieme a Vigna Rionda e Monprivato)

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Philipponat – Champagne Cuvée 244

Giuseppe Mascarello – Barolo Monprivato 2009
Massolino – Barolo Vigna Rionda Riserva 2007
Mauro Franchino – Gattinara 2007
Marchesi di Gresy – Barbaresco Martinenga 2006
Allmondo – Roero 2011
Antoniotti – Bramaterra 2009
Hilberg Pasquero – Nebbiolo d’Alba 2001
Battaglino – Roero Sergentin 2011
Triacca – Valtellina Superiore Casa La Gatta 2008

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