Grandi (pesci) Rossi d’Aprile

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Delamotte – Champagne Brut MG

Alain Hudelot-Noellat – Les Suchots Vosne-Romanee Premier Cru 2009
Fontodi – Flaccianello della Pieve 2009
Clerico – Barolo Percristina 2001
Roagna – Barbaresco Asili Vecchie Viti 2008
Tenuta San Guido – Bolgheri Sassicaia 1998
Rocche dei Manzoni – Barolo Vigna Cappella Santo Stefano 2004
Tedeschi – Amarone Classico della Valpolicella 2003
Vajra – Langhe PN Q497 2010
Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2005
Abbatucci –  Cuvée Collection Rouge Ministre Impérial 2012
Borgo La Gallinaccia – Rosso Sebino Colmo dei Colmi 2009

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Il Bruciato 2008, da Bolgheri a testa alta

A Bolgheri si fanno grandi tagli bordolesi. Punto.
Chi segue le mode e storce il naso davanti ad un Cabernet o ad un Merlot farebbe bene a confrontarlo con quello coltivato in qualunque altra zona italica perchè se oggi c’è una zona della nazione (isole comprese) davvero vocata per questi vitigni è qui e non altrove.
Questo Bolgheri è stupendo, un toscanaccio vestito a puntino per il giorno di festa. Per metà Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 20% Syrah. Uve pressate, fermentate a temperatura controllata in acciaio, svolgolo la malolattica in barriques; assemblato il vino viene messo nuovamente in barriques per 8 mesi prima dell’imbottigliamento e di un ulteriore affinamento di 4 mesi prima della vendita.

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Tenuta Guado al Tasso – Bolgheri Il Bruciato 2008
Rubino limpido, ha un naso potente e variegato, di ciliegie e fragole sciroppate, lieve speziatura dolce, note fresche e mediterranee di mirto. Al palato è succoso, elegantissimo con un incedere in bocca d’alta classe ed un tannino chirurgico. La persistenza pur non lunghissima invita ad un altro sorso tanto è piacevole la sensazione tattile provata in precedenza. Chapeau!

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