Enodiario del Portogallo: il Dão

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La cartina è indispensabile quando si parla di questa regione vitivinicola che nonostante sia tra le più antiche ed estese del Portogallo solamente da pochi anni è conosciuta al di fuori dei confini lusitani. L’area produttiva si raggiunge percorrendo a ritroso il Rio Mondego fino a Coimbra e proseguendo ancora fino alla divisione del fiume, entrando nelle valli del Rio Mondego e del Rio Dão, nella zona attorno alla città di Viseu.
Il terreno qui ha uno strato superficiale sabbioso, ciottolos o ed in profondità roccioso. Una zona vocata alla viticoltura di qualità, scelta intrapresa solo negli ultimi anni da alcuni produttori nonostante la DOC Dão sia stata istituita già nel 1990. Le varietà coltivate sono principalmente a bacca rossa tra cui spicca la Touriga Nacional seguita dalla Tinta Roriz, tra i vitigni a bacca bianca il più diffuso è l’Encruzado.

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I vini rossi sono caratterizzati da frutto croccante, spiccata mineralità e freschezza. I bianchi soprattutto nelle versioni più giovani hanno un bouquet fatto di fiori bianchi, sentori vegetali erbacei, in bocca sono freschi e, anche qui, molto minerali. Materia interessante, vini di carattere e longevi, su cui i vinificatori locali (spesso cooperative) devono scommetere senza indugi e senza snaturarne l’identità dato che alcuni vini scontano ancora un modernismo spinto, fatto di sentori legnosi che coprono sia il varietale che il territorio di provenienza.

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