Cappellano – Barolo Chinato

Se siete tra i primi influenzati dell’anno (complimenti!) e siete stufi di imbottirvi di qualunque farmaco pur di stare meglio, ecco cosa fa per voi.
Cenate presto con piatti caldi, poi una coperta calda (tipo Linus), un buon libro o un film e un bicchiere di chinato. Il Chinato, quello di Cappellano, possibilmente.

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Cappellano – Barolo Chinato
Gli aromi derivano da una ricetta segreta di fine ‘800. Immaginate il droghiere, un uomo saggio e taciturno, che vi apre davanti al naso la dispensa in cui conserva gelosamente le spezie. Si va dalla genziana ai chiodi di garofano, dalla cannella al rabarbaro. Al primo sorso ti conquista perchè non è banale, piacione, cedevole alla tendenza imperante ai gusti dolci ma anzi è diritto, quasi austero nel suo “dolce ma non troppo”, scorza d’arancia, ancora rabarbaro, radice di liquirizia e rimandi numerosissimi alle spezie sentite al naso. Il finale è incredibilmente persistente e mai saturante da impedire un nuovo sorso. Un vino aromatizzato ma ancora vino, che conserva la densità originaria, non eccessiva e non mielosa.
Non so se il tutto sarà sufficiente a farvi guarire ma del volervi bene, del caldo, del riposo ne gioveranno il vostro corpo e la vostra mente. Presto il Chinato di Cappellano affiancherà nello scaffale della farmacia altri antinfluenzali più noti, com’era un tempo. In seguito verrà introdotto nella lista dei farmaci gratuiti del Sistema Sanitario Nazionale. O almeno così sogno nel mio mondo ideale e sognare, quando si è già a letto, costa poco.
Pronta guarigione!

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