Ah l’autunno! (la Barbera di Mascarello, i porcini, il vero slow food)

Ah l’autunno!
Voglia di cibi gustosi, dai sapori antichi e avvolgenti, come una coperta calda. Voglia di vini saporiti, figli della terra, diretti. Voglia di porcini e di Barbera, in una grande versione se possibile, come la 2009 di Maria Teresa Mascarello.

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Bartolo Mascarello – Barbera d’Alba Vigna San Lorenzo 2008
Un vino con tutte le sue cose al posto giusto: la freschezza varietale, i frutti rossi, la ciliegia in particolare. Viene da una mano sapiente in vigna e in cantina, l’affinamento in botte grande che ha leggermente smussato le spigolosità, avviandola in un percorso evolutivo in bottiglia, non potrà che migliorarla. L’ho trovata buonissima, in un rinnovato amore per la Barbera in zona Barolo che per me trova la sua massima espressione in botte grande. Basta non aver fretta.

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Verticale: Vietti – Barbera d’Alba Scarrone Vigna Vecchia, with love

Ebbene sì, non c’è santo che tenga: a me la Barbera piace da matti! Un vino che racconta davvero il Piemonte, di poca mente ma molto cuore, rigenerante, onesto, come la semplice saggezza contadina.
Non è certo il vino d’eccellenza per Vietti ma tra le Barbera d’Alba poche altre mi hanno emozionato tanto quanto la Scarrone Vigna Vecchia. Riporto dal sito aziendale la scheda tecnica del vino, prodotto per la prima volta nel 1992.
“Dal vigneto ubicato in Castiglione Falletto nella località Scarrone con esposizione sud-est e superficie di poco superiore ad un ettaro. L’età dei ceppi è di oltre 85 anni e la densità è di 4.300 piante per ettaro. La già naturalmente scarsa produzione derivante dall’età delle viti è ulteriormente ridotta con una severa selezione che porta ad una resa in vino di circa 25 ettolitri ad ettaro. La vinificazione è stata fatta con macerazione a freddo pre-fermentativa, fermentazione alcolica di 10 giorni in tini di acciaio, con follatura pneumo-meccanica, “délestage” e vari rimontaggi. La fermentazione si è svolta ad una temperatura compresa tra i 26 e 30 gradi centigradi. Al termine della fermentazione alcolica le bucce sono rimaste in macerazione per 6 giorni. Il vino viene trasferito in barriques per la fermentazione malolattica, quindi in botte grande da 27 ettolitri per 11 mesi per l’affinamento ed è imbottigliato senza filtrazione.”
Questa degustazione comprende i millesimi 2004, 2005, 2006, 2009. La Scarrone Vigna Vecchia 2008 non è stata prodotta mentre l’unica bottiglia di 2007 in mio possesso (che era destinata a unirsi alle altre in questa verticale) l’ho già stappata affiancandola all’ultimo millesimo uscito, il 2010, in autunno, con un bel tartufo bianco (slurp!). Aggiungerò per completezza quindi anche gli appunti su questi due millesimi scritti quella sera.
La degustazione è stata alla cieca per non farsi influenzare da pregiudizi sulle annate piccole, grandi, medie, rotonde, quadrate…e con un piccolo intruso.

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Vietti – Barbera d’Alba Scarrone Vigna Vecchia 2004
Colore porpora con lievissimi cedimenti rubino, limpido, giovane. Naso aperto, in stato di grazia, che parte da note dolci fruttate di ciliegia e acquista profondità giungendo alla prugna e alla viola, di grande precisione e pulizia. Il palato è ciò che stupisce di più con un equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità del frutto, tra alcol e tannino, minuti, che si uniscono perfettamente e mai escono dallo schema. Un solo descrittore tra i molti: liquirizia, in bastoncino, soprattutto nella persistenza, lunghissima.
Emozionante

Vietti – Scarrone Vigna Vecchia 2005
Rubino con ancora qulache riflesso porpora, leggermente velato. Al primo avvicinamento subito alcol in evidenza che col tempo si assesta ma mai deltutto. Il varietale è ben presente con la ciliegia sotto spirito poi fiori secchi e tabacco. La bocca è calda, non troppo equilibrata, col tannino fin troppo presente. La bottiglia bevuta non molto tempo fa era completamente diversa ma, si sa, ogni boccia fa storia a sè.
Infastidita

Vietti – Scarrone Vigna Vecchia 2006
Colore porpora intenso, giovane, limpido. Al naso pepe e ancora pepe, rosa canina, tabacco e vaniglia. Palato austero, maschio, giocato su sensazioni di legni nobili, sottobosco e foglie secche unito a un intenso sentore salmastro, amarognolo, alcol splendidamente integrato e buona persistenza. Questo millesimo è quello meno comprensibile al momento, certamente ha ancora anni davanti in cui poter sciogliere i nodi.
Sorniona

Vietti – Scarrone Vigna Vecchia 2007
Porpora intenso, giovane, di grande densità, materico. Naso aperto, fruttato, concentrato e potente, con frutti rossi maturi, ciliegia e fragola, rosa canina e leggero tabacco biondo. La sensazione è come un primo bacio, intensissima, al limite del saturante, fatta di marmellate (extra) di fragola, ciliegia e susina. Non lascia la bocca come la trova, la rapisce. Vino grande oggi, domani chissà.
Prosperosa

Vietti – Scarrone Vigna Vecchia 2009
Porpora, guizzante, limpido. Apre su toni fruttati freschi, fragola e poi ciliegia, viola e uno zuccherino boisè tipo caramello. Bocca di gran classe, equilibrata, acidità stimolante e goduriosa, tannino fine che giunge a fine sorso, dolcezza e forza insieme, stupenda. Da qui ai prossimi 10 anni.
Fresca

Vietti – Scarrone Vigna Vecchia 2010
Il colore è porpora cupo, molto denso. Al naso è ancora un po’ reticente con frutti scuri e pepe nero.
In bocca si sorregge su una spina dorsale acida e sapida, salmastra. Sul frutto nerboruto si innestano note di legno scuro e terra bagnata ancora non ben amalgamate. Alcol mai invadente e tannino vivo, fine. Si deve ancora concedere.
Infante

Intruso: Vietti – Barbera d’Asti La Crena 1999
Bottiglia andata: tappo fradicio e vino ossidato, ci può stare per un vino di 13 anni, ma come scrivevo qui per me tra le migliori Barbera d’Asti di sempre.
Non giudicabile

La mia classifica per annate:
2004
2007
2009
2006/2010 ex equo

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Poderi Aldo Conterno – Barbera d’Alba Conca Tre Pile 2009

Il vino ha molte capacità e tra queste anche quella di ricordare, di farci ricordare. Aldo Conterno ci ha lasciati a fine maggio ma i suoi vini perpetuano il suo messaggio, la sua idea di moderata modernità. A Monforte, alla Bussia, Aldo Conterno rimarrà per sempre.

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Poderi Aldo Conterno – Barbera d’Alba Conca Tre Pile 2009
Il barbera del Conca Tre Pile viene dalla Bussia Soprana e dopo una fermentazione tradizionale affina per 12 mesi in barriques nuove. Una Barbera dal colore maturo che ha perso il porpora a favore di un rubino netto, leggermente velato. Il naso è esplosivo con note di frutti rossi, di ciliegie sotto spirito, unite a dolci sentori balsamici. In bocca si impone in maniera decisa con la classica ciliegia, lo spunto selvatico e acido del barbera. La Conca Tre Pile 2009 ha un tannino ancora ruvido, che con qualche anno si addolcirà, ma non manca di un finale rinfrescante davvero piacevole. Un vino da abbinare sicuramente al cibo, meglio se carni grasse e un po’ speziate. Conservatene però un bicchiere per fine pasto, non ve ne pentirete.
Grazie Aldo, prosit!

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Giacomo Conterno – Barbera d’Alba Cascina Francia 2010

Autunno: nell’aria c’è ancora la vitalità dell’estate appena trascorsa ma la temperatura invita a non farsi illusioni sul freddo che presto arriverà. Nell’albese è il periodo più intenso, faticoso e felice. I porcini quest’anno sono spuntati in gran quantità alla prima luna nuova e non posso rinunciarvi. Una Barbera è un ottimo abbinamento: un vino gustoso e appagante accostato ad un cibo che lo è altrettanto.

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Giacomo Conterno – Barbera d’Alba Cascina Francia 2010
Fruttata e floreale, mora e viola. In bocca gioca sull’acidità del frutto, croccante e vigoroso, concentrato, con un allungo mai stucchevole. Sembra di conversare con una ventenne matura, nel pieno delle sue forze, di incrociare il suo sguardo energico e speranzoso verso il domani. La Cascina Francia 2010 è una Barbera ricca, di una ricchezza autentica che viene dal terreno, dalla conduzione agronomica, dal clima. Un vino fatto in vigna, non cantina.

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Vietti – Barbera d’Alba Scarrone Vigna Vecchia 2005

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Vietti – Barbera d’Alba Scarrone Vigna Vecchia 2005
Alla sua uscita questo millesimo non mi era sembrato così interessante, soprattutto paragonato ad altri assaggi di quella che è una delle mie Barbera d’Alba preferite. Con immenso piacere mi sono dovuto ricredere e dopo 5 anni in bottiglia è compostissima e in forma smagliante.
Colore rubino intenso limpido; al naso regala un bouquet ampio che ad ogni riavvicinamento al bicchiere si evolve: ciliegia in primis poi viola, fiori secchi, tabacco. In bocca è una goduria: ciliegia succosa, dolce e acida come se la si mordesse, liquirizia, tannino poco ingombrante e gran bevibilità.

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