Della sera in cui la Barbera Monleale del tortonese asfaltò Asti e Alba

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Vigneti Massa – Colli Tortonesi Monleale 2009

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Giacomo Conterno – Barbera d’Alba Cascina Francia 2011

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Coppo – Barbera d’Asti Pomorosso 2011

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Olim Bauda – Barbera d’Asti Superiore Nizza 2011

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Marchesi Alfieri – Barbera d’Asti La Tota 2013

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Vietti – Barbera d’Alba Tre Vigne 2013

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Bagna cauda, barbera e fantasia

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Patrick Pougeoise – Champagne Brut

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Enrico Serafino – Alta Langa Zero 2007

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Roger Manceaux – Champagne Brut 2006

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Giuseppe Mascarello – Barbera d’Alba Superiore Codamonte 2009

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Cordero di Montezemolo – Barbera d’Alba 2012

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Matteo Correggia – Barbera d’Alba Marun 2006

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Benotti Rosavica Cordero – Barbera d’Alba 2013

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Luigi Spertino – Barbera d’Asti Superiore La Mandorla 2010

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Giuseppe Rinaldi – Barbera d’Alba 2013

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Matteo Correggia – Barbera d’Alba Superiore Marun 2011

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Accornero – Monferrato Barbera Bricco Battista 2006

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Mastroberardino – Taurasi Radici 2005

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Girolamo Russo – Etna Rosso ‘A Rina 2012

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Valfaccenda – Roero 2012

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Teresa Soria – Moscato d’Asti Vigna Moncucco 2014

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Marolo – Grappa di Barolo 15 Anni

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Marchesi Alfieri – Barbera d’Asti La Tota 2011

Tra i punti di riferimento per gli amanti della Barbera astigiana c’è la produzione della Tenuta Marchesi Alfieri, situata nella fantastica cornice del Castello di San Martino Alfieri. Le sorelle San Martino insieme al fido Mario Olivero producono due versioni di Barbera d’Asti, la Tota e l’Alfiera: la prima di facile beva, da vigneti più giovani e affinata 12 mesi tra barriques e tonneaux; la seconda, vino di punta aziendale, è prodotta da vigneti di sessant’anni e affinata 15 mesi in barriques.
Da non dimenticare il Monferrato Rosso Sostegno, blend di Barbera e Pinot Noir, un Nebbiolo in purezza, il Costa Quaglia, un Pinot Noir in purezza chiamato San Germano e last but not least il Grignolino Sansoero, vino di poco corpo e semplice piacevolezza.

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Marchesi Alfieri – Barbera d’Asti La Tota 2011
Il colore è rubino intenso con giovani riflessi porpora. Al naso esplode in una speziatura molto intensa di bacca di ginepro e foglia d’alloro, quasi da Pinot Noir; poi si acquieta ossigenandosi e svela il profilo dolce del rovere d’affinamento, unito a una sensazione finalmente fruttata, di ciliegia, e un piacevole vegetale di peperone. In bocca è di notevole avvolgenza, il tannino è tutt’altro che sommesso e leggermente asciugante, la persistenza abbastanza lunga.
Nel complesso un vino molto piacevole, caldo, ancora giovane ma in grado di trovare maggior equilibrio tra qualche anno. Temo non raggiungerà la vetta della strepitosa 2009 e della buonissima 2010.

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Tenuta Olim Bauda – Barbera d’Asti Superiore Nizza 2009

La Barbera d’Asti spesso non incontra il mio gusto e i motivi sono due: è un vino di eccessiva concentrazione, è più “grossa” della versione albese, perdendo in eleganza ed in secondo luogo l’affinamento è spesso mal gestito, anche se è tra i rossi piemontesi che meglio si accordano con l’uso della barrique.
Esistono le eccezioni (per fortuna, verrebbe da dire) ad esempio nella sottozona Nizza, garanzia di terreni vocati, giuste esposizioni, quantità e costante impegno qualitativo del produttore.
Tenuta Olim Bauda (fratelli Bertolino) di Incisa Scapaccino ha prodotto una versione monumentale della Barbera d’Asti Superiore Nizza in un’annata di grazia per il vitigno come la 2009.

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Tenuta Olim Bauda – Barbera d’Asti Superiore Nizza 2009
Rubino carico, senza tentennamenti, consistente. Sensazioni di frutti scuri ben maturi, mora, prugna, ciliegia accompagnati da una calda alcolicità e da speziatura tostata di caffè e cacao. Il sorso è fruttato, ben equilibrato tra potenza e freschezza acida, mantiene una buona bevibilità nonostante i 15 gradi alcolici, ma tenete a portata di mano un succoso piatto di carne se volete goderne appieno.
Costa circa 20 euro, da bere oggi o da attendere qualche anno con calma, senza troppe preoccupazioni.

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Caudrina – Moscato d’Asti La Caudrina 2012

Annata difficile il 2012? Sì, decisamente. Su quasi tutti i fronti le cose vanno male e in viticoltura non siamo da meno. Solo per citare un aspetto, il clima: il caldo africano d’estate sembra ormai una prassi e questo si riflette principalmente sulle lavorazioni in vigna e sulla matuazione delle uve. Angelo Gaja ne scriveva con puntualità pochi mesi fa qui. Nonostante tutto è Natale quindi tempo di grandi mangiate e bevute che, si spera, siano di qualità. A fine pasto, prima del caffè, accompagnate la pasticceria secca o la torta di nocciole con un grande Moscato d’Asti.

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Caudrina – Moscato d’Asti La Caudrina 2012
Giallo paglierino carico, limpido, di buona consistenza e con una bollicina fine e poco persistente.
Al naso esprime un’aromaticità che in un’annata calda come questa gioca su note dolci e fruttate di pesca sciroppata, pera e melata. Nel Moscato d’Asti La Caudrina 2012 è in secondo piano il floreale ed erbaceo, di fiori bianchi e salvia, tipici del vitigno, che nelle grandi annate donano coplessità al profilo olfattivo. In bocca è largo, dolce ma non stucchevole con una carbonica appena sussurrata, segno di un grande manico in vigna e in cantina. La chisura è lunga, decisamente aromatica e con una virata piacevole verso l’ammandorlato.
Un vino per momenti felici, conviviale, da bere con chi amate, con la giusta dose di dolcezza per dimenticare l’amaro di un 2012 ormai al termine.
Buon Natale e buon 2013!!!

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